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Il governo in Parlamento riparte da dove aveva lasciato: in una settimana due fiducie

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Due voti di fiducia nella prima settimana di attività parlamentare di ritorno dalle ferie estive. Il governo, quindi, riprende da dove aveva lasciato, visto che ormai il voto di fiducia è diventato una consuetudine. Sono ben 25 i voti di fiducia, oltre due al mese. Una media alta considerando che la pandemia ha bloccato i lavori parlamentari per quasi un mese.

Il governo Conte bis è arrivato a 25 fiducie in un anno

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E allo stesso tempo è sintomatico di una maggioranza che non si fida dei suoi parlamentari e li tiene sotto scacco ricorrendo alla fiducia. Tornando ai voti in Parlamento, la prima fiducia questa settimana è stata alla Camera dei deputati sul decreto proroga emergenza Covid. Una fiducia quasi obbligata visto che il governo, dopo aver inserito nel testo del decreto la norma che proroga i vertici dei servizi segreti, ha assistito alla protesta di una fronda nel gruppo dei Cinquestelle, materializzatasi poi in un emendamento abrogativo.

Da qui la decisione di mettere la fiducia ed evitare pericoli. Alla fine la fronda si è assottiglia, non rientrata, ma il provvedimento è passato. Ora dovrà superare l’esame al Senato. A Palazzo Madama invece è stato di scena il dl Semplificazioni. La ‘madre di tutte le riforme’ come aveva detto il premier Conte al momento della presentazione del provvedimento. E visto quanto accaduto alla Camera c’era il timore che potessero mancare i numeri, e considerando i numeri risicati al Senato il rischio per il governo era alto.

Alla fine però non è stato così. Il governo ha collezionato 157 voti favorevoli e quindi pericolo scampato, anche se a dir la verità non c’era mai stato sentore che questa potesse essere una votazione a rischio. Il dl adesso passerà alla Camera per un esame rapidissimo visto che il 14 settembre scadrà.

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Un provvedimento che ha lasciato in molti scontenti, soprattutto l’opposizione di Centrodestra che nuovamente è rimasta a guardare. In fin dei conti della ‘madre di tutte le riforme’ si è visto ben poco e come ha ripetuto in Aula il senatore di Fratelli d’Italia, Massimo Ruspandini, questo «non è altro che un decreto omnibus» dove addirittura hanno trovato spazio norme su l’Alitalia e l’abuso d’ufficio.

Su quest’ultimo punto forte la critica del vicepresidente della Commissione Giustizia del Senato, Alberto Balboni, che ha parlato di «abolizione dell’abuso di ufficio» da parte di Pd e M5S. Una scelta che per Balboni sarebbe dettata «dalla volontà di salvare qualche sindaco sotto inchiesta». Comunque sia non ci sarà tempo, e soprattutto la volontà, per apportare correttivi.

Invece, per l’altro provvedimento all’esame del Senato, il dl Agosto, le audizioni inizieranno martedì con alle 20 quella del ministro Gualtieri. Anche qui però l’esame sarà tutto centrato al Senato visti i tempi ristretti, anche alla luce dello stop di una settimana prima del voto regionale.

Dal Pd scatta l’appello agli elettori Cinquestelle sul voto utile

Michele Emiliano e Nicola Zingaretti

E proprio le elezioni continuano a tenere banco e ad essere brandite dal Centrodestra come arma per far saltare il governo, mentre quest’ultimo continua a ripetere che non ci saranno conseguenze per la tenuta dell’Esecutivo. Il segretario del Pd, Nicola Zingaretti, ieri era in Puglia per sostenere Michele Emiliano. Il refrain è adesso il voto utile, rivolto al M5S per non «disperdere il voto» e «fermare le destre».

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Appello rilanciato dallo stesso Emiliano che parlando ai Cinquestelle ha chiesto di «far venire meno le questioni identitarie» e quindi di sostenerlo contro Fitto. Toni concilianti alla luce dei sondaggi che darebbero Fitto di poco in vantaggio sullo stesso Emiliano, il che significa che il voto disgiunto potrebbe essere determinante per la vittoria finale.

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A sua volta però Luigi Di Maio, anche lui in Puglia ma per sostenere la candidata cinquestelle Antonella Laricchia, rispedisce al mittente queste avances e chiarisce che «la nostra candidata è Antonella Laricchia. I cittadini pugliesi e quelli italiani meritano serietà, non giochetti. I cittadini votino con coscienza».

Meloni: «Le elezioni regionali sono un test sul governo»

Dalla Liguria per sostenere Giovanni Toti, Giorgia Meloni invece spiega che «il test sul governo non è il referendum sul taglio dei parlamentari», ma «le elezioni regionali e proprio le regionali dicono che i due governatori uscenti di centrodestra saranno riconfermati, mentre i quattro uscenti di centrosinistra sono in bilico». Mentre Matteo Salvini ritorna sul tema dell’immigrazione e puntando il dito contro il governo accusa: «Non sono più sbarchi, è un’invasione pianificata in cui il governo non si dimostra solo incapace ma è complice. Ormai ho maturato la convinzione che Conte ha promesso all’Europa di trasformare l’Italia in un campo profughi in cambio di qualche prestito l’anno prossimo».

Forza Italia, invece, si interroga sul suo futuro al capezzale del suo leader da ieri ricoverato al San Raffaele di Milano. Il medico personale di Berlusconi ha assicurato che le condizioni di Berlusconi non destano preoccupazioni e che il ricovero è stato deciso soltanto a scopo precauzionale e per via delle patologie del Cavaliere.

Intanto, questo potrebbe essere il week end buono per risentire la voce del premier Conte che proprio oggi ha festeggiato il suo primo anno di governo con la maggioranza Pd. Ad attenderlo un fine settimana impegnativo prima alla Festa del Fatto e poi a Cernobbio, e per concludere Trieste. Un silenzio durato due settimane e che finalmente spezzerà.

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