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Conte vede Macron. Si cerca intesa per il Consiglio Ue, ma l’Olanda insiste per il potere di veto

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Il grande giorno è arrivato. Quello del Consiglio europeo che dovrebbe dare l’ok al Recovery Fund. Detta così sembra facile, ma la realtà è ben diversa e racconta di un cammino ancora pieno di insidie dove le resistenze dei Paesi del Nord Europa sono ben lungi dall’essere piegate e vinte.

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Certamente il premier Conte punterà a replicare il modello Autostrade per l’Italia e cioè quello di fare la voce grossa, di tirare la corda nella speranza che gli altri mollino per evitare che si spezzi.

Non è detto che anche in Europa questo schema possa andare bene, e anzi è molto probabile che servirà più il fioretto che la sciabola.

Conte lo sa benissimo e infatti alla voce grossa alternabla diplomazia. Questa è stata tutta una settimana di incontri. Da lunedì con Angela Merkel a ieri sera a Bruxelles con Emmanuel Macron, il presidente francese che insieme ala cancelliera tedesca sono stati tra i più sensibili alla richiesta di aiuto giunta dai Paesi del Sud Europa, Spagna e Italia in particolare.

Conte, con Francia d’accordo Recovery fund al più presto

Giuseppe Conte e Emmanuel Macron
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L’incontro è andato sostanzialmente bene, Conte ha ribadito che “con la Francia siamo stati promotori della lettera dei 9 e sin dall’inizio di questo percorso, di questa avventura Europa, ci siamo trovati a fianco, insieme con altri Paesi. Noi abbiamo una chiarezza e condividiamo la necessità che tutto sia finalizzato al più presto”. Inoltre, ha precisato che “c’è forte intesa per raggiungere con rapidità un accordo sulla risposta comune alla crisi del COVID19. Una risposta ambiziosa, responsabile e solidale per ricostruire le nostre economie e rafforzare il progetto europeo”.

E guardando al Consiglio europeo che si apre oggi il premier Conte ha spiegato che “non è in gioco una pronta ripresa per la Spagna o per l’Italia, per il Portogallo o per la Francia, ma una pronta ripresa per l’Europa. La posta in gioco è la leadership europea, la competitività dell’Unione Europea nel mondo globale”.

Conte: richiesta unanimità Olanda non in linea con regole Ue

Conte
Conte e Rutte

Lo sguardo di Conte però è verso l’Olanda, il Paese capofila dei ‘Frugals’, che non intende fare passi indietro chiedendo, in particolare, un sistema rafforzato di controllo da parte degli Stati sui piani di riforme che saranno presentati dalle varie nazioni per accedere alle risorse del Recovery Fund. Un punto sul quale il presidente del Consiglio Conte non sembra voler cedere: “La richiesta dell’Olanda di far approvare all’unanimità il piano di ciascun Pase che vuole accedere al “Next generation Ue’ “non mi pare in linea con le regole europee”.

Schermaglie che evidenziano come il clima sia ben lontano dall’essere disteso e che la possibilità di giungere a un’intesa già questo fine settimana è impresa difficilissima. In questo contesto determinante sarà la mediazione della Germania e, appunto, della Francia. A loro si deve la prima intensa che portò a mettere sul piatto i 500 miliardi di euro di aiuti.

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Charles Michel

Oggi si entrerà nella riunione con la proposta del presidente del Consiglio europeo Charles Michel, di mantenere intatti i 500 miliardi di sovvenzioni e i 250 di prestiti proposti dalla Commissione. Italia, Spagna, Portogallo e Francia cercheranno di difendere questo impianto anche se proprio i francesi e i tedeschi si sono detti pronti a sacrificare i 250 miliardi di euro pur di raggiungere un’intesa.

Ma non sarà semplice perché a sua volta i ‘Frugali’, cioè Olanda, Danimarca, Svezia e Austria, puntano a ridurre la parte delle sovvenzioni e aumentare le condizionalità. Ma c’è un altro pericolo ed è quello della governance. L’Italia su questo punto fa la voce grossa non avendo intenzione di vedere trasferito l’onore dell’approvazione dei piani di rilancio e della concessione delle risorse dalla Commissione europea al Consiglio europeo, il che significa ai singoli stati. Anzi c’è di più, perché l’Olanda punterebbe a vincolare ogni decisione all’unanimità degli Stati membri.

Ecco perché la missione di Conte si presenta complicata e soprattutto alquanto improbabile che possa concludersi in questo week end. E c’è da giurarci che gli esiti del Consiglio europeo avranno ripercussioni anche sugli equilibri di governo, già difficili e complicati.

Renzi, in Liguria nessuna convergenza con Sansa

Matteo Renzi

Ieri, ad esempio, Renzi ha puntato il dito contro la vicenda Aspi affermando che “la caccia al capro espiatorio è inaccettabile” e sul tema delle regionali ha voltato le spalle all’accordo in Liguria su Ferruccio Sansa spiegando che “è un simbolo di tutto quello che noi non condividiamo. Aggiungo che Sansa ha avuto in passato parole molto dure verso di noi. Quindi mi pare abbiano fatto una scelta molto chiara”.

Se a questo si aggiunge lo slittamento del rinnovo della Commissioni parlamentari alla prossima settimana è evidente il quadro di una maggioranza sempre più in affanno. Senza dimenticare che del dl Semplificazione, dato dal presidente Conte ieri sera in procinto di essere pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, non c’è traccia e che prima della fine del mese dovrebbe essere votato il nuovo scostamento di bilancio.

Ecco perché un successo nel week end in Europa sarebbe una boccata di ossigeno per Conte e per la sua maggioranza, che sempre di più stanno dimostrando di navigare a vista e giorno per giorno. E si sa che quando si naviga a vista qualche incidente può sempre capitare.

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