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Alta tensione tra Conte e il Centrodestra. «Scappi dal Parlamento», «Soffiate sul fuoco delle polemiche»

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Conte scappa dal Parlamento e preferisce le ville degli Stati Generali. L’opposizione non soffi sul fuoco delle polemiche e sull’insofferenza e le difficoltà di parte della popolazione.

Il premier Conte in Parlamento soltanto per un’informativa

Giuseppe Conte
Giuseppe Conte
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Non accenna ad abbassarsi la tensione e il livello dello scontro tra centrodestra e il premier Conte e anzi sembra che giorno dopo giorno si accenda di più. Stavolta pomo della discordia il passaggio parlamentare che oggi farà Conte alla Camera e al Senato in vista del Consiglio europeo di venerdì prossimo. All’inizio dovevano essere comunicazioni, che secondo le regole parlamentari prevedono al termine la presentazione di risoluzioni da parte dei gruppi parlamentari e poi un voto.

Invece, Conte sarà in Aula soltanto per un’informativa, il che significa niente risoluzioni e voto ma soltanto l’intervento di Conte. Una scelta che per la maggioranza è legata al fatto che venerdì si tratta semplicemente di un preconsiglio quindi non di una riunione operativa.

Taverna (M5S): per noi Mes non è soluzione

Ma l’opposizione non ci sta e punta il dito contro Conte e la maggioranza colpevole di aver paura del voto e anche di rendere palesi le sue divisioni, in particolare sul Mes su cui Pd e IV la pensano diversamente dal M5S. Come, tra l’altro, ha ribadito la vicepresidente del Senato ed esponente del M5S Paola Taverna: “Il Mes per noi non è una soluzione, non so più come dirlo, presenta delle criticità. Non credo che il Pd continui a sostenere uno strumento che non è adeguato, dopo il lavoro fatto da Conte su recovery fund”.

Spadafora (M5S): voto Mes in Parlamento può essere momento critico per maggioranza

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Più esplicito sui rischi di un voto parlamentare riguardo il Mes e le ripercussioni sulla maggioranza il ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora, a Porta a Porta ha spiegato: “Il presidente del Consiglio Conte ha detto che i conti dell’Italia in questo momento non ci costringono ad accedere al Mes, per cui in questo momento non esiste questo tema, ma se si dovesse decidere di accedere al Mes bisognerà andare in Parlamento. Certo, quello può essere un momento critico per la tenuta di questa maggioranza, però per fortuna ora non abbiamo dietro l’angolo questa eventualità”.

Fazzolari (FdI): Inaccettabile Conte scappi da dal voto del Parlamento

Giovanbattista Fazzolari

Come detto, invece, il Centrodestra va all’attacco con il responsabile del programma di Fratelli d’Italia, Giovanbattista Fazzolari che in Aula dice: “Inaccettabile che il premier Conte si rifiuti di fare le normali comunicazioni con conseguente voto delle risoluzioni parlamentari in vista del prossimo Consiglio europeo. Il governo continua a scappare dal voto del Parlamento sul Mes”.

Ciriani (FdI): Conte spieghi dove sono soldi a famiglie e imprese e perchè Tridico (inps) è al suo posto

Mentre il capogruppo al Senato, Luca Ciriani, a margine dei lavori dell’Aula di palazzo Madama ha detto ai giornalisti: “Il presidente Conte anzichè agli Stati generali venga in Parlamento, dove lo stiamo aspettando e da dove continua a scappare. E ci spieghi dove sono finiti gli aiuti promessi alle famiglie e alle imprese, e soprattutto perchè dopo il disastro dell’Inps il presidente Tridico è ancora al suo posto”.

Gentiloni: accordo su Recovery Fund nel mese di luglio

Gentiloni boccia il 'piano per la rinascita' di Conte
Paolo Gentiloni

Intanto sul fronte europeo è il commissario all’economia Paolo Gentiloni a parlare spiegando in un’intervista al Tg2 che “il Recovery Fund è una occasione irripetibile: un piano di risorse comuni europee. Non ci sono stati cinque piani Marshall dopo la guerra, quindi è una occasione unica”. E sull’ipotesi di un’intesa sul Recovery Fund spiega: “Io penso che sul Recovery Fund sono stati fatti passi straordinari, non siamo ancora a un accordo, ci sono ancora resistenze e difficoltà ma sono convinto che ci arriveremo, non dopodomani, ma nel mese di luglio”.

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Sullo sfondo rimangono gli Stati Generali dell’Economia che ormai sono scivolati in fondo alla scaletta dei tg e dei Gr. Quello che il Pd temeva. La kermesse, al di là delle immagini patinate e delle dichiarazioni, si sta distinguendo per una certa inconcludenza. Quello che continua a mancare è la visione del Paese che dovrebbe centrale e da cui poi dovrebbero discendere le riforme e i piani da adottare. Tante parole, buone intenzioni e riforme condivisibili ma al momento di concreto c’è poco.

Un tema che il Pd pose con forza nella famosa riunione a Palazzo Chigi nella quale a brutto muso Dario Franceschini rinfacciò al premier Conte la mancata condivisione degli Stati Generali, annunciati poche ore prima in conferenza stampa.

Oggi Confindustria villa Pamphili

Altro tema nell’agenda delle preoccupazioni della maggioranza la posizione molto critica, quasi antagonista, di Confindustria che peraltro oggi sarà ospite a Villa Pamphili. Pesano ancora le parole di Bonomi in piena pandemia sul fatto che la politica fosse peggio del Covid.

Gli industriali, come annunciato ieri dal presidente Bonomi, non si presenteranno a mani vuote ma presenteranno il loro programma per la ricrescita. L’ennesimo libro di buone intenzioni e di iniziative meritorie al pari del piano Colao.

Conte annuncia: stiamo lavorando con Lamorgese a modifiche decreto Sicurezza

Ciononostante, nel governo si cerca di guardare avanti. Il presidente Conte in un’intervista a Fanpage.it ha anticipato che “stiamo lavorando e la ministra Lamorgese ha avuto l’incarico di mettere a punto la versione finale delle modifiche del decreto sicurezza. Quindi se non questa settimana, io spero già la prossima potremo ritrovarci al Consiglio dei ministri per approvare le modifiche al decreto”.

Modifiche che dovrebbero ricalcare le richieste avanzate a suo tempo dal Capo dello Stato Mattarella, mentre Pd e Italia Viva vorrebbero spingersi oltre anche se su questo il M5S continua a frenare.

Ipotesi di modifica che naturalmente hanno incontrato la netta opposizione di Matteo Salvini, all’epoca dei decreti Sicurezza ministro dell’Interno, il quale ha assicurato: “Se il governo proverà a cancellare i decreti sicurezza io girerò paese per paese per raccogliere un milione di firme per un referendum per bloccare quello che sarebbe un atto che favorisce solo la criminalità”.

Sicurezza a parte la prossima settimana nel Consiglio dei ministri potrebbe arrivare il dl semplificazione, con lo sblocco delle infrastrutture e la riforma del Csm targata Bonafede che proprio ieri ha annunciato per oggi un incontro con l’opposizione.

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