Banche. de Bertoldi: «Su short selling Savona fa scaricabarile. Necessaria indagine per chiarire responsabilità »

«L’audizione di oggi del presidente Consob Paolo Savona nella Commissione d’inchiesta sul sistema bancario e finanziario, conferma purtroppo che non solo il governo è stato incapace di prendere i tempestivi provvedimenti per limitare le perdite in Borsa, e quindi i danni miliardari ai risparmiatori ed investitori italiani, ma pure la Consob, cioè l’organismo dedicato al controllo del mercato finanziario, non ha saputo intervenire con la tempestività che la grave crisi provocata sui mercati dall’emergenza Covid avrebbe richiesto». Lo dichiara il senatore di Fratelli d’Italia, Andrea de Bertoldi, capogruppo di FdI nella Commissione parlamentare d’inchiesta sul sistema bancario e finanziario.

«Ho ricordato al presidente Savona che, qualora avesse ascoltato l’accorato appello che io stesso feci il 9 marzo a nome di Fratelli d’Italia per l’immediata adozione di provvedimenti di tutela sui mercati con divieto di short selling (vendite allo scoperto), si sarebbero contenute e limitate le perdite che è possibile riscontrare nel crollo di quasi il 19 per cento dell’indice FTSE tra il 9 marzo ed il 16 marzo, data in cui furono adottati i primi provvedimenti».

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de Bertoldi: «Da Savona scaricabarile»

«Quello che appare alquanto singolare – continua il senatore de Bertoldi – è che il presidente Savona abbia prima cercato di difendersi chiamando in causa il ministro Gualtieri, che a suo dire sarebbe l’unico a poter chiudere la Borsa ed a cui chiaramente chiederò conto nel merito, e poi abbia scaricato sull’organo europeo ESMA le responsabilità dei ritardi. Insomma uno scaricabarile che non è certo qualificante per lo storico ruolo della Consob, e che non mi risulta coerente neppure con gli articoli 63 e seguenti del Testo Unico di Finanza, secondo i quali in situazioni gravi e particolari dei mercati la Consob sarebbe autorizzata a provvedimenti straordinari».

«Trovo poi alquanto dubbio che a fronte delle dichiarazioni alla stampa di Antonio Simeone di Euklid, per il quale il suo Fondo avrebbe incrementato nel periodo le vendite allo scoperto con alta soddisfazione, non sia stata data una risposta esauriente alla mia richiesta di chiarire i rapporti intercorrenti tra lo stesso Simeone e il Fondo Euklid con la Consob e lo stesso presidente Savona» sottolinea.

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«Insomma, i ritardi nell’intervento della Consob sono stati evidenziati, le perdite sono altrettanto oggettive come pure i guadagni di alcuni operatori speculativi (vedi Euklid), mentre le responsabilità non vogliono emergere. Credo spetti alla Commissione d’inchiesta procedere in un’indagine che chiarisca ogni dubbio nel supremo interesse dei mercati e dei risparmiatori», conclude de Bertoldi.

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