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Conte non lascia ma raddoppia. Nota di Casalino per giustificare l’attacco tv a Meloni e Salvini

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Complice la quarantena le festività pasquali più anomale dalla Seconda guerra mondiale ad oggi sono trascorse come se mai fossero arrivate. E infatti a meno di 48 ore dal discorso televisivo del premier Conte, che di fatto ha posto una pietra tombale sull’unità nazionale, Palazzo Chigi è tornato a riaccendere le polveri.

Palazzo Chigi: smentito vere e proprie fake news

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Un lungo e articolato comunicato dell’ufficio stampa di Palazzo Chigi, alias Casalino, ha non solo confermato la giustezza di quell’intervento («ha smentito vere e proprie fake news che rischiavano di alimentare divisioni nel Paese e di danneggiarlo, compromettendo il ‘senso di comunità’»), ma ha inoltre chiarito che non c’è stata alcuna volontà di fare un discorso a reti unificate («La decisione di trasmettere o meno le conferenze stampa del Presidente del Consiglio spetterà – come è sempre stato – sempre e solo ai responsabili delle singole testate giornalistiche. Questi ultimi sono anche liberi di sostenere la singolare opinione secondo cui il Presidente del Consiglio non dovrebbe smentire fake news e calunnie nel corso di una conferenza stampa rivolta al Paese, nè dovrebbe parlare di un tema rilevante e di interesse generale come il Mes»).

Meloni: Conte particolarmente nervoso. Salvini: fornire mascherine invece di chiacchiere

Parole che naturalmente non potevano che riaccendere le polemiche, con Giorgia Meloni che parla di un Conte «particolarmente nervoso, capiamo le ragioni, ma non siamo noi l’oggetto del suo sfogo continuo. Mi risponda nel merito sul Mes», mentre Matteo Salvini incalza: «Gli italiani gradirebbero lo stesso impegno del governo nel fornire almeno una mascherina protettiva ad ogni cittadino, invece di chiacchiere».

Mentana: Solo Chavez interveniva quando voleva e per dire quello che voleva

Ma non solo la politica ha reagito male.  Durissimo è stato il direttore del TgLa7, Enrico Mentana, il quale tra l’altro già in occasione dell’intervento di Conte aveva espresso forti critiche. Ma stavolta l’ex direttore del Tg5 ci va giù pesante: «Non può essere consentito, solo a Chavez in Venezuela, di intervenire quando vuole e per dire quello che vuole. Questa non è democrazia». Naturalmente Mentana ne ha anche per l’opposizione, che critica per il modo «sguaiato» con cui ha condotto le critiche sul MES verso Conte, ma l’oggetto principale rimane il premier e il suo ufficio di comunicazione che «non può considerare la Tv come una buca delle lettere».

Oggi alle 16 Vigilanza riunita via Skype

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Nuove critiche, quindi. E allora perché Conte e il suo staff hanno voluto nuovamente riaccendere gli animi? Secondo alcuni la spiegazione è la riunione informale (via Skype) di oggi alle 16 dei commissari della Vigilanza Rai che dovranno discutere sulla richiesta di «riparazione» chiesta dai capigruppi di centrodestra nella Commissione con una lettera dello scorso sabato. Una lettera nella quale si chiedeva esplicitamente la possibilità di dare ai leader dell’opposizione  la possibilità di replicare a Conte sulla stessa rete, alla stessa ora e per lo stesso tempo dedicato al premier.

Meloni e Salvini in diretta alle 20 per rispondere al premier?

Richiesta pesante che se passasse sarebbe un brutto colpo per la presidenza del Consiglio. Ecco perché, secondo alcuni, il comunicato di ieri con la precisazione che non c’è stata alcuna diffusione a reti unificate e soprattutto alcuna imposizione ai direttori di Tg di mandare o meno in onda il video di Conte, è stato un modo per impedire o quanto meno togliere armi all’opposizione nel caso in cui continuasse nella richiesta di riparazione per i leader Meloni e Salvini. Il tutto suffragato dalla necessità impellente di smentire «vere e proprie fake news che rischiavano di alimentare divisioni nel Paese e di danneggiarlo, compromettendo il senso di comunità». C’è da scommetterci che la questione non si chiuderà presto e senza polemiche.

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Gentiloni conferma che mancano le risorse al Recovery Fund

Naturalmente a fare da sfondo c’è sempre l’Europa che in realtà dopo la riunione dell’Eurogruppo ha portato ancora più polemiche e incertezze, che rischiano di protrarsi fino al 23 aprile quando ci sarà il Consiglio europeo che dovrebbe mettere la parola fine. Fino ad allora la confusione rimarrà sovrana. Ieri mattina il commissario europeo Paolo Gentiloni ha ricordato che dall’Eurogruppo l’Italia è uscita a mani vuote, confermando che l’ormai famoso Recovery Fund è una scatola vuota, senza risorse al momento: «Il piano per la rinascita, con il Recovery Fund per finanziarla, non può aspettare che tutto sia finito. E’ il tempo delle scelte». Un fondo, quindi, tutto da definire e difficilmente si riuscirà a farlo in queste settimane che ci dividono dal Consiglio europeo. Molto dipenderà dalla Francia che finora ha dimostrato di saper e voler trattare su due tavoli, quello olandese-tedesco e quello degli Stati del Sud Europa.

Alla Camera inizia esame dl Cura Italia e arriva bollino blu per chi paga tasse

Intanto sul piano della politica nazionale alla Camera inizierà l’esame in Commissione del Cura Italia e poi del Liquidità. Il timing dell’Aula prevede per la prossima l’arrivo del primo e poi verso l’ultima settimana di aprile del secondo. E sul Cura Italia emerge un particolare a dir poco grottesco. Ne dà notizia proprio il capogruppo Pd in Commissione Finanze al Senato, Luciano D’Alfonso, che annuncia la nascita di un «bollino blue per chi adempie agli obblighi tributari». In pratica chi in questo periodo di crisi pagherà le tasse riceverà un simbolo distintivo, simile a quello delle banane Chiquita perché, sempre secondo D’Alfonso, «la premialità fiscale deve essere una delle forme del nuovo contratto sociale tra Stato e Cittadino, poiché la correttezza fiscale deve tornare ad essere un valore da esibire per farsi riconoscere e orientare la più parte crescente delle nostre comunità». Un’iniziativa che ricorda il tempo del «pagare le tasse è bellissimo».

Alla Camera audizione Franceschini e Di Maio e al Senato informativa Bellanova e Catalfo

Infine, tornando all’attività parlamentare per questa settimana alla Camera dei deputati sono previste le audizioni dei ministri Franceschini e Di Maio (martedì e giovedì), di Banca d’Italia (mercoledì) e del presidente dell’Anpal Parisi (giovedì). Al Senato, invece, in Aula giovedì arriveranno per un’informativa sia il ministro delle Politiche agricole Bellanova (ore 9.30) e a seguire quella del Lavoro Catalfo.

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