Coronavirus, Nonno (FDI): «Operatori bancari senza mascherine. Bisogna provvedere»

Marco Nonno
Marco Nonno, consigliere comunale di Napoli di Fratelli d’Italia

Continua la carenza di mascherine e sistemi di protezione contro il contagio da Coronavirus, anche negli istituti bancari, reputato un servizio essenziale dall’ultimo decreto emanato dal premier Conte. «Nelle scorse ore, recandomi personalmente in banca – afferma Marco Nonno, consigliere comunale di Napoli di Fratelli d’Italia -, ho constatato che i dipendenti non sono dotati dei dispositivi di protezione individuali necessari ed indispensabili in questa fase per chi è ancora operativo nel proprio settore lavorativo».

«Nonostante – continua – gli istituti bancari siano, dopo le ultime disposizioni restrittive emanate dal Governo, ancora aperti per tre volte alla settimana, i lavoratori degli stessi non sono stati messi nelle condizioni di tutelare la propria salute e quella degli utenti, non avendo, nella maggior parte dei casi, nelle proprie disponibilità le apposite mascherine protettive. Vi è bisogno che le sedi nazionali degli istituti provvedano immediatamente e che le Asl territoriali si attivino affinché questo processo venga attuato, nell’interesse della salute della collettività».

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Coronavirus, ieri accordo tra Abi e sindacati

Ieri sera però è stato raggiunto un accordo tra Abi e sindacati sui servizi allo sportello. In banca si potrà accedere solo per appuntamento, acquisto di mascherine per i dipendenti e altre misure per far rispettare la distanza di almeno 1 metro. E’ quanto prevede l’accordo che integra il protocollo già firmato dalle parti lo scorso 16 marzo. La riunione si era resa necessaria dopo alcune criticità denunciate dai sindacati in alcuni istituti di credito nelle misure di sicurezza.

Appuntamento al 2 aprile per fare il punto sull’attuazione delle misure contro il Coronavirus

In particolare, nell’accordo, Abi e sindacati «tenuto conto del perdurare della difficoltà di approvvigionamento e della prioritaria destinazione alle strutture sanitarie impegnate nella lotta contro il coronavirus» delle mascherine, le «banche si impegnano a porre in essere le necessarie soluzioni organizzative per mantenere la distanza interpersonale di almeno un metro quale principale misura di contenimento della diffusione del virus nonché l’adozione di ulteriori misure alternative a ridurre il rischio di contagio».

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In ogni caso gli istituti di credito «confermano l’impegno ad acquistare» le mascherine «per assegnare ai dipendenti con contatto con il pubblico, a partire dalle zone a maggior rischio di contagio, ove risultino di più difficile concreta adozione le misure organizzative per mantenere la distanza interpersonale di almeno un metro nonché di quelle alternative (ad es. plexiglass)». Abi e sindacati si sono dati così appuntamento il 2 aprile per fare il punto sull’attuazione delle misure.

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