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Multe più salate per i trasgressori, ma Conte fa un passo indietro: ogni 15 giorni in Parlamento

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Giornata politica tra Ecofin, Parlamento e Palazzo Chigi

Ecofin, le Commissioni Bilancio di Camera e Senato e infine Palazzo Chigi. La giornata politica di ieri è scivolata lungo questi tre lati, caratterizzata sempre dall’emergenza Covid-19. A Bruxelles dove si è svolto appunto l’Ecofin che ha deciso ufficialmente lo stop al patto di Stabilità, lasciando almeno per il momento da parte la spinosa discussione sul Mes, che forse già oggi sarà oggetto di confronto tra gli Stati membri. Invece in Parlamento, riaperto anche se mai formalmente chiuso, l’audizione del ministro dell’Economia Gualtieri che ha avviato il gran ballo del dl ‘Cura Italia’.

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Infine, Palazzo Chigi con il Consiglio dei ministri e la relativa conferenza stampa, sempre trasmessa via Facebook per la gioia di Casalino che ha visto balzare i follower del premier a oltre 2 milioni, hanno chiuso una giornata dove le nuove rilevazioni sui contagiati e i morti hanno segnato un piccolo aumento rispetto a lunedì, ma molto lontani dai dati di qualche giorno fa. E c’è chi spera che il picco sia vicino, molto vicino.

All’Ecofin non c’è accordo. Si cerca intesa politica su MES e ‘Coronavirusbond’

A Bruxelles come detto va in scena l’Ecofin per trovare soluzioni per limitare le conseguenze economiche devastanti per l’economia europea causate dallo scoppio del Coronavirus. Una discussione dove però a mancare è l’accordo sugli strumenti, a cominciare dal ricorso al Meccanismo Europeo di Stabilità (MES) che l’Italia vorrebbe senza condizioni, e che invece i Paesi del Nord non intendono concedere senza condizioni ben precisi. E pure sui ‘coronabond’ si è lontani da un’intesa al punto che è assai probabile che tutto sia lasciato ai capi di governo e di Stato che si riuniranno giovedì. A conferma che il problema più che tecnico è politico e soltanto risolto questo si potrà decidere come arrestare il contagio economico del Covid-19.

Gualtieri annuncia il decreto Aprile e apre alle opposizioni

Da Bruxelles a Roma e in particolare in Parlamento dove alle 15 davanti alle Commissioni di Bilancio della Camera e del Senato appare il volto, rigorosamente in streaming, del ministro Gualtieri. Il primo passaggio che apre ufficialmente l’esame del dl Cura Italia su cui però già da lunedì sera, dopo l’incontro di Conte con i rappresentanti dell’opposizione, sono tutti consapevoli che ci sarà poco da fare. E lo ribadisce lo stesso Gualtieri ai parlamentari spiegando che «il margine dell’intervento in Parlamento è limitato dal fatto che abbiamo utilizzato tutto il margine di indebitamento autorizzato dal Parlamento e appare limitato al miglioramento delle misure previste».

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Parole mitigate dall’annuncio che si tratta «solo della prima di una serie di misure e siamo impegnati nel definire i contenuti del decreto Aprile che contiamo che sia operativo anche prima della conclusione dell’iter del decreto marzo». Quindi, un nuovo provvedimento con altre misure di forte impatto economico per le quali, aggiunge lo stesso responsabile di via XX Settembre, «dovremo rapidamente tornare in Parlamento per chiedere l’autorizzazione a un ulteriore scostamento (del deficit, ndr) per finanziare il decreto di aprile». Nuovo deficit per il quale Gualtieri non sembra guardare al MES, giudicandolo «inadeguato» e puntando piuttosto sulla Bce.

Alle 14 incontro in Senato tra capigruppo di maggioranza e opposizione per decidere iter decreto

Intanto in Parlamento si sono registrati anche i primi effetti del clima di distensione chiesto dal presidente Mattarella e che già lunedì sera aveva portato all’incontro tra governo ed opposizione. In Senato con una lettera dei capigruppo di maggioranza indirizzata a quelli di Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia si è chiesto un incontro, che si terrà oggi alle ore 14, per stabilire l’iter del dl Cura Italia e «per porre le basi comuni di un lavoro celere ma allo stesso tempo proficuo, nelle commissioni ed in Aula, con l’unico obiettivo di dare risposte rapide ed efficaci al paese».

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Luca Ciriani (FdI): non sia un’apertura di facciata

Dalle opposizioni giungono toni di apertura anche se si registra cautela. Ad esempio, il capogruppo di FdI, Luca Ciriani, se da un lato registra «questa apertura, che sembra andare nella direzione indicata dalla nostra leader», dall’altro auspica che «non sia semplicemente un coinvolgimento di facciata, ma piuttosto la volontà effettiva ad accogliere le nostre proposte e confrontarsi in maniera seria».

Massimiliano Romeo (Lega): Confronto sia concreto e di sostanza

Stessi toni anche dal capogruppo della Lega Massimiliano Romeo che pone «solo una condizione: che sia concreto, di sostanza e non solo di forma come purtroppo è accaduto finora non per nostra volontà». Spazi di manovra che come detto sul dl Cura Italia saranno minimi, tutto è rimandato al decreto Aprile sul quale si constaterà la reale volontà delle parti di confrontarsi e soprattutto della maggioranza di recepire le richieste delle opposizioni.

CdM decide pene più severe per chi non rispetta i divieti: da 400 a 3mila euro

Ultimo lato del triangolo, Palazzo Chigi con il Consiglio dei ministri che ha varato un inasprimento delle multe per i cittadini che violano le prescrizioni al fine di evitare il dilagare dell’epidemia. In effetti più che il CdM a catalizzare l’attenzione è stata l’ennesima conferenza stampa del premier, nel corso della quale stavolta ha voluto usare toni più morbidi e distensivi, a cominciare dal coinvolgimento del Parlamento: «Prevediamo che ogni iniziativa governativa venga trasmessa alle Camere e che il presidente del Consiglio vada a riferire periodicamente, ogni 15 giorni, sulle misure adottate per contenere la diffusione del virus». Quello che le opposizioni a gran voce avevano richiesto lunedì sera nell’incontro a Palazzo Chigi.

Nel merito Conte ha spiegato che le multe andranno da 400 a 3mila euro, per chi non rispetta i divieti, con la possibilità, per le Regioni, di mettere in campo misure anche più restrittive rispetto a quelle del governo, che comunque garantirà coordinamento ed omogeneità su tutto il territorio nazionale.

Conte: Speriamo di rimuovere misure prima del 31 luglio

Riguardo, invece, i tempi delle misure di contenimento il premier ha chiarito che il 31 luglio rappresenta la data di scadenza dello stato di emergenza, ma «confidiamo di rimuovere le misure molto prima. Siamo pronti in qualsiasi momento, ci auguriamo prestissimo, per allentare la morsa delle misure e siamo fiduciosi che ben prima della scadenza si possa tornare al nostro stile di vita».

Alle 18 Conte alla Camera e giovedì alle 10 in Senato per l’informativa sull’emergenza Covid-19

Ora si guarda a oggi quando alle 18 Conte sarà a Montecitorio per un’informativa sull’emergenza Covid-19, che ripeterà il domani al Senato alle 10. Che sia l’inizio di un nuovo modo di gestire questa crisi? Se lo augurano in molti, a cominciare dal Capo dello Stato per il quale in questo momento di tutto c’è bisogno meno di fibrillazioni politiche e di polemiche.

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