Teatro San Carlo, Macciardi: «Il direttore musicale? Scelta condivisa, vorrei un italiano»

Il sovrintendente: eventi per ricordare il maestro De Simone

«Questa stagione, sino ad ottobre 2026, è già stata organizzata da chi mi ha preceduto: la qualità è certa e il mio impegno è seguirla e mantenerla ancora meglio nella sua realizzazione. Io firmerò la prossima, quella 2026/2027, con alcuni appuntamenti importantissimi come la ricorrenza dei 290 anni dalla fondazione del teatro: le idee sono molte, chiaramente le condividerò con il presidente e il consiglio di indirizzo. In questi primi due mesi, che sono stati di ascolto, orchestra, coro e corpo di ballo mi hanno chiesto di lavorare di più. E la presenza di direttori di grande prestigio può favorire l’attenzione internazionale». Lo ha affermato Fulvio Adami Macciardi, sovrintendente del Teatro San Carlo di Napoli in un’intervista al quotidiano ‘Il Mattino’.

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«È impossibile fare nomi prima di aver firmato i contratti. Per la storia della musica e la tradizione del teatro, devo dire ho solo l’imbarazzo della scelta rispetto ai nomi… Credo che dal mese prossimo inizieremo a parlare di programmazione. A breve dovremo riuscire a far ripartire il Memus, dove stiamo cercando di organizzare una mostra-omaggio per il maestro De Simone. Sicuramente, – continua Macciardi – mi piacerebbe creare già nella prossima stagione un evento riferito a lui nel cartellone artistico e pensare di seminare anche nelle successive una serie di riferimenti alla grande tradizione del teatro. De Simone è una figura importante».

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«E poi, ci sono i musicisti che hanno studiato o sono nati qui, e molti cantanti… Tanti artisti che vorrei far ritornare in teatro per dare un segnale di forte identità. Io non sono uomo di muri e contrapposizioni. Sono stato scelto come tecnico di lunga data: il mio intento è la massima condivisione. Ma il dialogo deve essere da parte di tutti e teso solo all’interesse e al bene del teatro. Adesso serve una condivisione strategica e fattuale. Come sovrintendente in altri teatri, ho sempre condiviso tutto con i presidenti».

Il direttore musicale

In merito alla nomina del direttore musicale, Macciardi ha precisato che «quanto all’identikit, posto che qualsiasi scelta sarà condivisa con i corpi artistici e la governance, escludo qualsiasi tipo di blitz, penso a un superspecialista del repertorio italiano, perché vorrei andare a ripercorrere alcune delle più importanti produzioni composte e realizzare per il teatro, dal 700 napoletano fino ad arrivare a Rossini, Donizetti, Verdi. Un italiano, insomma, e comunque di una scuola italiana importante. E poi, penso di portare una certa letteratura da Wagner a Strauss, dalla fine Ottocento ai primi 20-30 anni del Novecento, che sono anche di impatto internazionale, sul repertorio mitteleuropeo».

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