La morte di Ylenia Musella: uccisa per un calcio al cagnolino

La lite domestica e la rabbia improvvisa

Un calcio a un cagnolino, una discussione che sembrava rientrata e poi l’esplosione di una furia incontrollata: così si sarebbe arrivato all’uccisione di Ylenia Musella, a Napoli, nel quartiere Ponticelli. Una sequenza rapida, nata da un episodio domestico e degenerata in un gesto estremo, che ora viene analizzata per comprenderne le cause profonde.

Secondo la ricostruzione fornita da Giuseppe Musella, 28 anni, fratello della vittima e attualmente detenuto per omicidio volontario aggravato, il confronto sarebbe nato per un motivo banale: il cagnolino di sua proprietà aveva urinato sul pavimento dell’abitazione di via Al Chiaro di Luna, nel rione Conocal. Da lì una discussione accesa, degenerata in uno scontro fisico.

Pubblicità

Durante la colluttazione, Ylenia avrebbe colpito l’animale con un calcio. La tensione, stando al racconto, si sarebbe abbassata solo per pochi minuti. Poi il giovane avrebbe sentito il cane guaire dal dolore. È in quel momento che la rabbia avrebbe preso il sopravvento. Prima le botte, poi il lancio di un coltello verso la sorella che stava lasciando l’appartamento, Ylenia riesce a fare solo qualche passo e ad uscire di casa prima di cadere sul pavimento. Un solo colpo, che l’ha raggiunta alla schiena e che si è rivelato fatale. Alla scena pare abbiamo assistito dei testimoni.

Una convivenza difficile

Gli investigatori stanno cercando di capire se quel gesto sia stato un’esplosione improvvisa o l’esito di una convivenza già segnata da tensioni continue. I due fratelli vivevano insieme nello stesso alloggio, e secondo quanto riferito da chi abita nella zona i litigi tra loro sarebbero stati frequenti.

Pubblicità

Il contesto è quello del rione Conocal, agglomerato popolare realizzato dopo il terremoto del 1980 e divenuto negli anni una roccaforte della criminalità organizzata. Un ambiente segnato dal degrado e da una forte presenza di dinamiche illegali, che fa da sfondo alla vicenda. Secondo quanto emerso, Ylenia e Giuseppe Musella sono figli di un «capo piazza» attualmente detenuto per reati legati alla gestione della compravendita di droga, con condanne per gravi fatti, anche di sangue, commessi nella zona di Ponticelli.

La madre, dopo aver trascorso diversi anni in carcere, è tornata di recente in libertà e abita nello stesso palazzo dei figli. È inoltre emerso che la giovane risultava coinvolta in una truffa ai danni di un anziano e che, per questa vicenda, si era recentemente rivolta a un avvocato napoletano per la difesa.

Le indagini

Dopo l’aggressione, Giuseppe Musella avrebbe tentato di soccorrere la sorella con l’aiuto di altre persone, caricandola su un’auto e trasportandola all’ospedale Villa Betania. Dopo la constatazione del decesso, si sarebbe allontanato, mentre nel rione iniziavano a circolare voci sempre più insistenti sul suo coinvolgimento.

La polizia ha avviato immediatamente gli accertamenti, ascoltando testimoni e concentrando l’attenzione sul 28enne, che ieri notte si è presentato spontaneamente accompagnato dal proprio legale. Dopo circa tre ore di dichiarazioni rese dopo la mezzanotte, la Procura di Napoli gli ha notificato un provvedimento precautelare per omicidio volontario aggravato, firmato dal pubblico ministero Ciro Capasso. L’uomo è stato trasferito nel carcere di Secondigliano, in attesa dell’udienza di convalida. La sua versione dei fatti è ora al vaglio dei magistrati della IV sezione, coordinata dal procuratore aggiunto Raffaello Falcone.

Federproprietà Napoli

Altri servizi

Sanità privata in Campania, stop ai ricoveri dal 21 settembre: è scontro sui budget

Urgenze garantite, ma il confronto con la giunta Fico si irrigidisce La sanità privata accreditata in Campania si prepara allo stop dei ricoveri programmati. Aiop...

Martina Carbonaro, il Riesame annulla il divieto di avvicinamento a carico dei genitori

La difesa: «Sfoghi di dolore e disperazione, non minacce» Cade il divieto di avvicinamento con braccialetto elettronico per Marcello Carbonaro e Fiorenza Cossentino, padre e...

Ultime notizie

Rispoli (FdI): «San Gregorio Armeno non si tocca, difendiamo un patrimonio identitario di Napoli»

Il vicepresidente cittadino: «Solidarietà agli artigiani e agli operatori» «Esprimo la mia piena solidarietà agli artigiani e agli operatori di San Gregorio Armeno che oggi...

Pompei, arrestato un custode degli scavi: violenza sessuale su un visitatore 17enne

Il Parco valuta la costituzione di parte civile Avrebbe attirato un visitatore di 17 anni in una domus chiusa al pubblico fingendosi una guida turistica...

Famiglia nel bosco, salta il primo ritorno a casa dei bambini: «Mancanza di privacy»

Il sindaco di Palmoli: «Qualcuno deve rispondere delle proprie azioni» Il primo ritorno a casa dei bambini della famiglia nel bosco si è fermato prima...