Famiglia nel bosco, salta il primo ritorno a casa dei bambini: «Mancanza di privacy»

Il sindaco di Palmoli: «Qualcuno deve rispondere delle proprie azioni»

Il primo ritorno a casa dei bambini della famiglia nel bosco si è fermato prima ancora di cominciare. Ieri i tre figli di Catherine Birmingham e Nathan Trevallion erano attesi a Palmoli, nella casa concessa in comodato d’uso gratuito dal Comune, ma il rientro previsto nell’ambito del percorso «a tappe» disposto dal Tribunale non è avvenuto. I servizi sociali hanno ritenuto che non vi fossero le necessarie condizioni di sicurezza e privacy. I genitori, che in mattinata erano rimasti nel loro casolare nel bosco senza rilasciare dichiarazioni, avevano raggiunto l’abitazione in attesa dei bambini. «No comment oggi», le uniche parole pronunciate da Nathan lasciando la casa.

Nel frattempo le troupe, su richiesta della stessa Catherine, si erano allontanate dalle transenne sistemate dagli operai comunali alla presenza dei Carabinieri. A spiegare la decisione è stato il sindaco Giuseppe Masciulli: «I servizi sociali, che hanno mandato in avanscoperta due assistenti sociali giovani, hanno ritenuto che non vi fossero le condizioni di sicurezza e privacy necessarie».

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Il primo cittadino contesta però che al momento dello stop vi fosse ancora un problema legato alla presenza della stampa: «Posso testimoniare che alle 17, e questo lo metterò in una relazione scritta, perché oramai qualcuno deve cominciare a rispondere delle proprie azioni, c’erano solo 20/30 giornalisti con i quali abbiamo parlato io e Catherine, abbiamo spiegato che, stante la loro presenza l’incontro sarebbe stato annullato; nel giro di 10 minuti si sono tutti allontanati».

Pillon: «I piccoli attendevano questo momento da 10 mesi»

Sulla stessa linea l’avvocato Simone Pillon, legale dei genitori: «Il previsto incontro di oggi (ieri, ndr.) presso Palmoli è stato purtroppo spostato all’ultimo in altra sede, nonostante il sindaco del Comune di Palmoli, su richiesta dei genitori, avesse transennato l’area per garantire la privacy. Lo stesso sindaco ha fatto personalmente andare via i giornalisti ma, nonostante non ne fosse rimasto neppure uno, gli operatori del servizio hanno comunque imposto di annullare il rientro dei bambini a Palmoli e di tenere l’incontro presso la solita località protetta».

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«Spiace perché i piccoli attendevano questo momento da 10 mesi e la loro attesa è andata delusa. Spiace doppiamente – ha aggiunto Pillon – perché la FAMIGLIA aveva avvisato gli operatori del servizio sociale già lo scorso venerdì 11 settembre chiedendo loro di adottare misure idonee a prevenire il prevedibile afflusso di stampa. Tale corrispondenza non ha ricevuto alcuna risposta e i genitori hanno dovuto attivarsi in proprio, contando solo sulla preziosa collaborazione del sindaco di Palmoli, salvo poi vedere ancora una volta sacrificati i diritti dei bambini».

Il sindaco annuncia verifiche

Masciulli ha riferito di aver realizzato anche «un report fotografico a testimonianza del fatto che l’area era completamente libera», parlando di «opposizione dei servizi sociali, come se ogni volta andassero alla ricerca del minimo impedimento per ritardare questo programma di reinserimento dei bambini in Famiglia». «I genitori sono rimasti interdetti e con loro poi non sono riuscito a parlare. Può darsi pure che l’incontro sia stato spostato altrove, non so», ha aggiunto.

Il sindaco ha quindi annunciato verifiche sull’organizzazione del servizio: «Le assistenti sociali non dipendono dal Comune. Con la riforma di oltre dieci anni fa sono stati creati gli ambiti sociali, i comuni fanno parte dell’ambito, approvano il bilancio, ma poi la struttura ha un funzionamento autonomo». Il Comune, ha concluso, farà «un’attività di verifica per vedere come hanno organizzato i servizi sociali che seguono questa vicenda, a chi rispondono e chi prende le decisioni», esercitando la facoltà ispettiva prevista per gli enti che fanno parte dell’ambito.

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