Ex Ilva, il piano di Flacks Group: sei milioni di tonnellate e svolta elettrica entro il 2029

Un organico stimato in circa 8mila addetti

Il piano industriale di Flacks Group per l’ex Ilva punta a intercettare la ripresa del mercato europeo dell’acciaio, riorganizzando produzione, impianti e governance. A delinearne i contorni è il progetto presentato dal fondo statunitense Flacks Group, candidato all’acquisto dell’intero gruppo siderurgico, la cui offerta è stata valutata come preferibile dai commissari delle amministrazioni straordinarie di Ilva e di Acciaierie d’Italia rispetto a quella del fondo concorrente Bedrock. A ricostruire i contenuti del piano è Siderweb, osservatorio specializzato sul settore dell’acciaio.

Nel 2029 la produzione complessiva prevista è pari a sei milioni di tonnellate, con un organico stimato in circa 8mila addetti. Il modello produttivo ipotizzato si basa su una combinazione di tecnologie tradizionali ed elettriche: quattro milioni di tonnellate dovrebbero provenire da due altiforni, mentre i restanti due milioni sarebbero garantiti da due forni elettrici. In questa fase è confermata la marcia dell’altoforno 4.

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A partire dal 2030, pur in presenza di volumi complessivi invariati, il piano prevede una modifica dell’equilibrio produttivo. La quota realizzata con forni elettrici salirebbe a tre milioni di tonnellate, mentre l’altoforno 2 verrebbe dismesso.

Impianti, investimenti e transizione tecnologica

L’altoforno 2 è l’impianto che, dopo una lunga fermata, sarà riattivato nel corso di questo mese nel sito di Taranto. La riaccensione è preceduta da un intervento di rifacimento rilevante, che ha interessato il rivestimento interno e il crogiolo, sostituito con uno nuovo. L’operazione ha richiesto investimenti per alcune decine di milioni di euro.

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Diverso il profilo dei forni elettrici, che rappresentano una novità assoluta per lo stabilimento tarantino. Si tratta di impianti completamente nuovi, destinati a segnare il passaggio verso la decarbonizzazione della produzione siderurgica, uno degli assi strategici del progetto industriale di Flacks.

Per quanto riguarda il mix di prodotto, i coils a caldo dovrebbero incidere per il 40 per cento sulla produzione complessiva, mentre i prodotti zincati arriverebbero al 30 per cento. La strategia si inserisce nello scenario di una ripresa della domanda di acciaio in Europa attesa nel 2027, in un contesto in cui l’Italia si colloca oggi tra i principali Paesi importatori.

Taranto e struttura manageriale

Tra gli elementi che hanno portato Flacks a esprimere una valutazione positiva sul sito di Taranto figurano diversi fattori infrastrutturali e ambientali: la presenza degli attracchi portuali, l’estensione dei parchi minerali e gli investimenti ambientali realizzati dal 2013 a oggi per il controllo delle polveri e dei principali inquinanti.

La consulenza industriale per il dossier ex Ilva è stata fornita dalla società slovacca Steel Business Europe. Un suo manager, Peter Kamaras, è indicato come possibile direttore generale della nuova società, mentre John Goodish, proveniente dalla stessa realtà, potrebbe assumere la presidenza del comitato di sorveglianza. Goodish è stato presidente di US Steel Europe, mentre Kamaras ha seguito nel 2016 il passaggio di un impianto siderurgico serbo al gruppo cinese HBIS. Su questi profili apicali, Siderweb osserva che presentano «un profilo di alto livello internazionale ma ad una prima analisi non risultano avere esperienze operative dirette nel contesto industriale italiano».

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