Il cedimento nel quartiere Sante Croci dopo 48 ore di pioggia
Dopo 48 ore di pioggia continua, il terreno ha ceduto ancora una volta nel quartiere Sante Croci di Niscemi, dove una palazzina di tre piani è collassata sul costone già interessato dal movimento franoso. Il crollo si è verificato in zona rossa, a pochi metri dal punto diventato simbolo dell’emergenza, l’auto rimasta sospesa sul precipizio.
L’edificio faceva parte di un gruppo di abitazioni costruite lungo il costone che attraversa il quartiere. Le precipitazioni, in corso da due giorni senza interruzione, hanno aggravato una situazione di instabilità già evidente. Le abitazioni presenti nell’area mostrano segni diffusi di cedimento strutturale: muri lesionati, fondamenta compromesse, interni progressivamente esposti fino al collasso definitivo, come avvenuto nel caso della palazzina di tre piani.
Gli immobili adiacenti risultano gravemente danneggiati. Dall’alto sono visibili porzioni di stanze, arredi ed elettrodomestici rimasti sospesi. In alcuni casi, sulle pareti ancora in piedi, si notano fotografie di famiglie con bambini, rimaste appese all’interno delle abitazioni squarciate.
Le piogge e il movimento franoso
Il quartiere Sante Croci è una delle aree maggiormente coinvolte dal movimento franoso che interessa il territorio comunale di Niscemi. Le piogge delle ultime 48 ore hanno contribuito a incrementare l’instabilità del costone, rendendo ancora più fragile un equilibrio già compromesso. Le abitazioni costruite lungo il margine risultano esposte a un progressivo deterioramento strutturale, con un rischio costante di nuovi cedimenti.
Il crollo della palazzina rappresenta l’ultimo episodio di una situazione in evoluzione, che continua a interessare l’intera zona rossa, dove altri edifici appaiono visibilmente lesionati e in bilico sul costone.
La Commissione di studio istituita dal ministro Musumeci
In seguito agli eventi, il ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare Nello Musumeci ha firmato il decreto per la costituzione di una Commissione di studio. L’organismo ha il compito, fra l’altro, «di approfondire le cause e l’evoluzione del movimento franoso che interessa il territorio comunale di Niscemi, la velocità del relativo movimento e le condizioni di rischio residuo».
La Commissione dovrà inoltre proporre, per il post emergenza, «gli interventi di prevenzione e di mitigazione del rischio da movimento franoso» del territorio niscemese. Potrà raccogliere informazioni e svolgere indagini su progetti, esperienze e sperimentazioni italiane e straniere, oltre a compiere ogni attività utile al raggiungimento delle proprie finalità.
A presiedere la Commissione è Enrico Foti, rettore dell’Università di Catania. Ne fanno parte Fausto Guzzetti, Accademico dei Lincei, Mauro Scaccianoce, presidente dell’Assemblea nazionale dei presidenti degli Ordini provinciali degli Ingegneri, Roberto Troncarelli, presidente del Consiglio nazionale dei Geologi, e Giuseppe Sappa, professore ordinario di Geologia applicata dell’Università degli Studi di Roma La Sapienza. La Commissione avrà un mese di tempo per concludere i lavori e potrà avvalersi della collaborazione del Dipartimento nazionale della Protezione civile e del Dipartimento Casa Italia. Ai componenti «non spettano compensi, gettoni di presenza o altri emolumenti».




