Regione Campania, Cuomo: «La mia nomina ad assessore in linea con le normative»

L’ex sindaco di Portici: dimissioni appena ricevuta la notizia

«Ho formalizzato le mie dimissioni da Sindaco della Città di Portici prima della nomina ad Assessore regionale. Risulta evidente come la stessa nomina conferita risulti assolutamente in linea con lo spirito ed il tenore del quadro normativo di riferimento». Lo scrive, in una nota, Enzo Cuomo che interviene sulle polemiche sollevate in merito alle sue dimissioni dalla carica di sindaco di Portici.

«Le cause di ineleggibilità, come noto, sono volte ad impedire che un candidato possa influenzare gli elettori in forza di una posizione ricoperta prima del voto. La situazione disciplinata dall’art. 50, comma 3, dello Statuto campano si preoccupa invece di impedire che possano andare a ricoprire (tramite nomina) la carica di assessore tutti quei soggetti appartenenti all’elettorato attivo, che al momento della nomina ricoprano altre cariche istituzionali, determinando situazioni di incompatibilità».

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«Per questa ragione – spiega ancora Cuomo – non appena ricevuta la notizia della designazione ad assessore regionale dalla Segreteria Regionale del Pd e la successiva comunicazione dal presidente Fico della predisposizione del decreto di nomina, ho immediatamente rassegnato formalmente le mie dimissioni dalla carica di sindaco, rinunciando anche alla facoltà di ritirare le stesse nei 20 giorni come previsto dal comma 3 dell’art. 58 del Tuel».

Una «chiara manifestazione di volontà»

«Detta facoltà, benché non espressamente prevista dalla norma, segna una chiara manifestazione di volontà volta a rimuovere ogni residuo elemento di incompatibilità. E la ratio della norma richiamata attribuisce a questa “finestra” dei venti giorni, lo strumento attraverso il quale il sindaco dimissionario possa rivalutare la sua decisione. Il che non comporta affatto la permanenza in capo allo stesso delle prerogative di capo dell’Amministrazione, tanto che la gestione ordinaria nei 20 giorni resta affidata al vicesindaco ed alla Giunta che, invece, conservano integri i propri poteri», prosegue Cuomo.

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Per il sindaco uscente «detto quadro normativo si innesta nel tessuto dello Statuto Regionale che non ha fissato un termine dall’accertamento della causa di incompatibilità entro il quale debba essere esercitata l’opzione o debba cessare la causa che determina l’incompatibilità. Di tal che – in un quadro di vuoto normativo – opera un automatico rinvio alla legge n. 165 del 2004 che impone un termine non superiore a 30 giorni per esercitare l’opzione volta a rimuovere l’incompatibilità. Si tratta esattamente della stessa norma di cui si sta avvalendo l’On.le Cirielli che non ha ancora optato tra la carica di Consigliere Regionale e quella di Deputato della Repubblica».

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