L’instabilità cronica ha frenato l’Italia per anni
Per anni l’Italia ha sofferto un’instabilità politica cronica, causata in larga parte da governi di centrosinistra costruiti su maggioranze fragili, eterogenee e spesso contraddittorie. Esecutivi nati più per necessità parlamentare che per una reale condivisione di visione hanno prodotto continui cambi di rotta, crisi interne e una sensazione costante di precarietà istituzionale. In questo scenario, il governo guidato da Giorgia Meloni rappresenta una netta inversione di tendenza.
Governi fragili e conseguenze sui mercati
Dai governi di Enrico Letta, Matteo Renzi e Paolo Gentiloni, fino alle esperienze guidate da Giuseppe Conte con una forte impronta progressista, il filo conduttore è stato uno solo: instabilità. Coalizioni composite, veti incrociati e leadership indebolite hanno spesso impedito decisioni rapide e riforme incisive. Questo ha avuto un effetto diretto anche sui mercati, storicamente sensibili alla tenuta politica italiana, alimentando incertezza e sfiducia. Con il governo di centrodestra, l’Italia ha finalmente ritrovato una maggioranza coesa e duratura, un elemento raro nella storia repubblicana. Questa stabilità non è solo un fatto politico, ma un fattore economico determinante.
I mercati europei e internazionali guardano con favore a un esecutivo capace di durare, rispettare gli impegni e mantenere una linea chiara su bilancio pubblico, rapporti con l’Unione Europea e politica estera. Non a caso, sotto il governo Meloni, lo spread e la percezione del rischio Paese hanno mostrato una maggiore tenuta rispetto alle fasi di forte instabilità del passato. Sul fronte economico, l’esecutivo ha dimostrato pragmatismo e responsabilità: gestione ordinata dei conti pubblici, attuazione del PNRR senza strappi ideologici e dialogo costante con Bruxelles. Un approccio che ha rassicurato non solo le istituzioni europee, ma anche investitori e partner internazionali.
Politica estera: affidabilità e continuità di governo
In politica estera, il governo ha smentito chi prevedeva isolazionismo o conflitti con l’UE: l’Italia si è confermata un partner affidabile, rafforzando la propria credibilità atlantica ed europea. I mercati non giudicano le ideologie, ma la capacità di governare. In questo senso, la differenza tra i governi instabili del centrosinistra e l’attuale esecutivo è evidente: dove prima regnava l’incertezza, oggi c’è prevedibilità; dove prima dominava la mediazione permanente, oggi c’è una linea politica chiara.
Il plauso al governo Meloni non nasce da un’adesione ideologica, ma da un dato oggettivo: la stabilità rassicura. In un Paese storicamente fragile sul piano politico, la continuità dell’esecutivo rappresenta un valore aggiunto per cittadini, imprese e mercati internazionali.
I governi di centrosinistra hanno pagato il prezzo della frammentazione; il governo Meloni ha dimostrato che durare, decidere e mantenere gli impegni è la prima vera riforma di cui l’Italia aveva bisogno.




