Parterre delle grandi occasioni per l’inaugurazione dei nuovi saloni
Serata fiabesca al Gran Caffè Gambrinus di Napoli: lo storico bar di piazza Plebiscito ha inaugurato le nuove sale, rinnovate grazie a un lungo e minuzioso intervento di restauro. «Il salone degli specchi», così sarà denominata da ora in avanti la nuova ala che affaccia sulla strada di Chiaia; ambienti finemente affrescati che facevano parte della struttura originale già dall’800. All’epoca i napoletani battezzarono il locale come «il Caffè dalle 12 porte», proprio per i numerosi accessi disposti a ferro di cavallo, distribuiti su tre piazze diverse.
Evento di gala di prim’ordine quello di mercoledì, con tanto di passerella e red carpet: a rendere omaggio alle famiglie Sergio-Rosati, proprietarie della storica struttura, un parterre di ospiti di alto profilo. Tra i presenti il «vicino di casa», prefetto Michele di Bari (il caffè nasce infatti al piano stradale del palazzo della Prefettura), lo scrittore Maurizio De Giovanni, che in queste sale ha scelto di ambientare la fortunata trilogia de «Il Commissario Ricciardi», l’attrice Lina Sastri, oltre a numerose personalità istituzionali, tra cui il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi, l’ex ministro della Cultura e oggi capogruppo di Fratelli d’Italia in Regione Campania Gennaro Sangiuliano, l’ex ministro Alfonso Pecoraro Scanio, l’assessore del Comune di Napoli Armato e moltissimi amici di famiglia.
Un’atmosfera suggestiva
Ingresso esclusivo, rigorosamente su invito, per evitare assembramenti oltre soglia. Il dress code delle centinaia di partecipanti, elegante da grand soirée, era impreziosito da uno spillino dorato con inciso il marchio del locale e da una pochette rossa consegnata all’ingresso; bollicine e buffet raffinato, quartetto d’archi per l’accoglienza, intermezzi di musica classica e lirica e leggere incursioni di cabaret con «Totò e Pulcinella» hanno contribuito a rendere l’atmosfera particolarmente suggestiva.

L’appuntamento di mercoledì non ha rappresentato soltanto un’inaugurazione, ma il compimento di un sogno dell’imprenditore visionario Michele Sergio, padre degli attuali titolari Antonio e Arturo, insieme a Massimiliano Rosati e Michele Sergio, esponenti della terza generazione. Michele desiderava restituire a Napoli lo storico caffè così com’era nei fasti ottocenteschi.
Solo attraverso un lungo e complesso processo di riacquisizione dei diversi ambienti – che, dopo la chiusura definitiva del locale negli anni Quaranta del secolo scorso, perché ritenuto covo di cospirazione contro l’allora regime fascista, era stato smembrato e progressivamente assegnato a nuovi gestori, tra cui il Banco di Napoli – è stato possibile raggiungere questo traguardo. Nel corso dei decenni, passando di mano in mano, l’obiettivo è stato finalmente conseguito.
La serata è proseguita con la presentazione del nuovo calendario Gambrinus: un tributo pensato per celebrare i duemilacinquecento anni della città, un lavoro che rende omaggio a Napoli attraverso gli scatti dell’artista Sergio Siano. Nel frattempo, a pochi metri di distanza, le fiaccole accese del teatro San Carlo segnalavano che era in scena l’opera inaugurale della stagione; ma per una sera il Massimo Napoletano ha ceduto lo scettro della mondanità al suo illustre vicino. Da oggi i napoletani hanno di nuovo il Caffè dalle 12 porte.




