Roberto Fico e l’inceneritore: dalle fiamme del comizio alle ceneri del dietrofront

Dopo le critiche, il candidato del centrosinistra rinnega le sue parole

C’è chi cambia idea. E poi c’è Roberto Fico, ex presidente della Camera, oggi candidato del centrosinistra alla presidenza della Regione Campania, che le idee le gira come pizze nel forno. A febbraio, davanti a una folla entusiasta a Casoria, aveva tuonato di avere un piano per la «dismissione dell’inceneritore di Acerra con un piano regionale di rifiuti all’avanguardia». Parole solenni, vibranti, degne di un comizio alla «via la plastica, viva il compost».

Peccato che quelle frasi, giudicate improvvide persino nel suo stesso campo, gli siano esplose in mano come un petardo di Capodanno. Le critiche sono arrivate da ogni lato: opposizioni, alleati, e persino dal suo «sponsor» Gaetano Manfredi. Per non parlare dell’attuale presidente della Regione Campania, che – pur dovendo sostenerlo – non ha mai nascosto la poca stima. Anzi, è partito pure qualche insulto.

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Le «lavate di testa» e il bagno di realtà

Dopo le proverbiali «lavate di testa» ricevute da Manfredi e De Luca, il candidato ha deciso di tirare il freno a mano. E così, dall’idea di «chiudere Acerra», siamo passati al più cauto «rivediamone l’uso». «Non possiamo arrivare a chiudere il termovalorizzatore ma possiamo lavorare per avviare un percorso per avere un ciclo dei rifiuti più virtuoso e strutturato, capace di ridurre l’immissione di rifiuti nell’impianto di Acerra, tutelando anche la popolazione», ha dichiarato Fico durante l’iniziativa «Agenda Napoli per la Regione». Tradotto dal politichese: Acerra resta, ma con meno rifiuti e più differenziata – se tutto va bene.

Dal «lo chiudiamo» al «lo coccoliamo»

Insomma, da una «dismissione» annunciata con tamburi e trombe si è passati a un sobrio «contenimento». Fico ha spiegato che «se riusciamo ad aumentare la differenziata e costruiamo gli impianti di compostaggio potremo pensare di iniziare a conferire meno rifiuti nell’inceneritore di Acerra. Questo è il progetto così come indicano le linee guida della Commissione europea». Non proprio il grido rivoluzionario di Casoria: più che spegnere l’inceneritore, sembra voglia fargli un tagliando.

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Il centrosinistra tra imbarazzi e raccolta differenziata di posizioni

Nel frattempo, nel centrosinistra campano regna l’imbarazzo. Manfredi guarda e passa (avanti), De Luca osserva, e Fico tenta di tenere insieme tutto come il miglior artista circense: i proclami ambientalisti, i rimproveri interni e il nuovo lessico da candidato prudente. Un equilibrio delicato: tra un «no all’inceneritore» e un «sì, ma piano», il rischio è che del suo piano resti solo… la cenere.

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