Pioggia di critiche su Fico: inceneritore di Acerra? Serve realismo, è demagogia

Dopo Manfredi, la Ciarambino chiede realismo. Il vescovo: non esiste solo Acerra

Le dichiarazioni dell’ex presidente della Camera, Roberto Fico, sulla volontà di chiudere l’inceneritore di Acerra in caso di vittoria alle prossime elezioni regionali hanno acceso un aspro dibattito politico e istituzionale. Durante un incontro a Casoria, l’esponente del Movimento 5 Stelle aveva affermato di voler preparare un «piano di dismissione dell’inceneritore di Acerra con un piano regionale di rifiuti all’avanguardia».

Parole che hanno trovato la netta chiusura del sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, il quale ha sottolineato l’importanza degli impianti per una gestione sostenibile dei rifiuti. «Oggi abbiamo un grande bisogno di impiantistica in regione perché se vogliamo avere un ciclo che sia economicamente e ambientalmente sostenibile dobbiamo avere un sistema che sia complessivamente integrato», ha dichiarato il primo cittadino, evidenziando la necessità di una gestione adeguata dei rifiuti organici e il ruolo, comunque inevitabile, dell’incenerimento all’interno del ciclo.

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La vicepresidente del Consiglio regionale: «Demagogia»

A criticare duramente Fico è stata anche Valeria Ciarambino, ex collega di partito e attuale vicepresidente del Consiglio regionale della Campania. «Chi non vorrebbe chiudere per sempre l’inceneritore nella nostra terra?», ha affermato, precisando però che un’operazione del genere richiederebbe un piano concreto e realistico. «Se si lancia una proposta così forte, occorre pure spiegare come si intende realizzarla, dire se si può fare, se i contratti in essere si possono chiudere, come si intende smaltire i rifiuti della nostra regione, come si intende evitare che i campani si ritrovino con i cumuli di spazzatura che arrivano fino ai primi piani delle case, come si farà con le multe europee. Altrimenti si rischia di fare demagogia».

Il vescovo: «Non è possibile che tutto il discorso sui rifiuti punti solo su Acerra»

Un richiamo alla realtà è arrivato anche dal vescovo di Acerra, Antonio Di Donna, che pur riconoscendo l’impossibilità immediata di chiudere l’inceneritore, ha chiesto una diversa distribuzione degli impianti sul territorio campano. «Non è possibile che tutto il discorso sui rifiuti punti solo su Acerra e sugli inceneritori. Questo tema prima o poi credo che bisognerà in qualche modo affrontarlo», ha dichiarato il presidente della Conferenza Episcopale della Campania, aggiungendo che «chiudere il termovalorizzatore non è possibile adesso? Questo è vero, però non è giusto che tutto cada su quel territorio, chiediamo almeno una distribuzione più equa della realtà dello smaltimento dei rifiuti».

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