Manovra, nodo banche: fino a 5 miliardi per finanziare le misure

Sanità, oltre 2 miliardi in più per nuove assunzioni e liste d’attesa

Ultime ore prima dell’approdo del documento programmatico di bilancio in Consiglio dei ministri, in programma domani pomeriggio. Ieri sera, nel corso del vertice sulla legge di bilancio tra la premier Giorgia Meloni, i vice Matteo Salvini e Antonio Tajani, il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti e il leader di Noi Moderati Maurizio Lupi, si è parlato, tra i vari temi, delle fonti di finanziamento delle misure, con l’ipotesi in campo, a quanto si apprende, che possa aumentare il contributo da parte delle banche. In un primo momento si era parlato di un «soccorso» da 3 miliardi, ma la somma richiesta agli istituti di credito potrebbe ora salire.

Il nodo banche

La Lega, nelle scorse settimane, aveva chiesto che si arrivasse fino a 5 miliardi; non è escluso che l’importo finale possa avvicinarsi a quella cifra. Meloni oggi è in Egitto per assistere alla cerimonia della firma dell’accordo sulla prima fase del piano di pace per la Striscia di Gaza; per questo motivo l’incontro tra i leader del centrodestra, che in un primo momento doveva tenersi martedì prima del Consiglio dei ministri, è stato anticipato a ieri sera.

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In ogni caso, il nodo del sostegno delle banche sarà discusso nell’incontro a Palazzo Chigi tra il governo e l’Abi. Anche nei giorni scorsi, il viceministro dell’Economia Maurizio Leo, che ha già avuto incontri con esponenti del mondo creditizio, a quanto filtra, avrebbe spiegato ai suoi interlocutori che le trattative erano già in corso. La partita si definirà a breve, con Forza Italia che insiste sulla necessità di arrivare a un’intesa con l’Abi e per ora porta avanti la linea dell’accordo trovato lo scorso anno sull’anticipo delle imposte differite.

Una manovra «light»

Si annuncia una manovra «light», da 16 miliardi, pari allo 0,7% del Pil, incentrata sul taglio del fisco per il ceto medio, su un pacchetto famiglia e su misure per la sanità. La misura principale del testo dovrebbe riguardare il taglio dell’Irpef dal 35% al 33% per i redditi fino a 50 mila euro, per un totale di circa 440 euro in più in busta paga all’anno. Si va inoltre verso una nuova edizione della rottamazione ma in versione «selettiva», lunga 9 anni spalmata su 108 rate, per una platea di contribuenti più ridotta.

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Previdenza e welfare

Tra le misure allo studio anche alcuni interventi su previdenza e welfare. Il pacchetto famiglia varrebbe circa un miliardo. Dovrebbero trovare spazio in manovra un bonus per l’acquisto dei libri scolastici destinato alle famiglie con Isee contenuto. Possibili anche misure modulate in favore delle famiglie con almeno due figli, mentre finora le agevolazioni avevano riguardato quelle con tre o più.

Si va inoltre verso la proroga delle detrazioni del 50% in modo selettivo sulla prima casa. Possibile anche una detassazione sui rinnovi contrattuali, ma la strada su questo punto sarebbe in salita. Sulle pensioni ci sarebbero diverse ipotesi al vaglio al momento, tra cui quella di stoppare l’aumento solo per coloro che hanno già compiuto 64 anni, con un intervento da circa 1,5 miliardi. Il nodo restano le risorse realmente a disposizione. Il governo lavora anche per interventi destinati alla sanità; il ministero della Salute confiderebbe in oltre 2 miliardi in più da destinare a nuove assunzioni e allo smaltimento delle liste d’attesa.

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