Acqua pubblica, Muscarà: «No ai colpi di mano estivi: la battaglia continua»

La consigliera: Non permetteremo l’ennesimo atto contro i campani

«Non permetteremo che, nel silenzio ferragostano, si consumi l’ennesimo atto contro i cittadini della Campania: queste le parole delle associazioni per la difesa dell’acqua pubblica che faccio mie». La consigliera regionale indipendente Marì Muscarà interviene sul rischio imminente di privatizzazione dell’acqua pubblica, dopo anni di mobilitazione da parte di comitati, cittadini e amministrazioni locali.

«La Giunta De Luca – ricorda – ma con essa l’intera maggioranza che ha sostenuto questa linea – ha deliberato negli ultimi mesi la costituzione di una società mista pubblico-privato per la gestione della grande adduzione idrica regionale (Gric Spa). Una scelta in totale contrasto con la volontà popolare espressa chiaramente nel referendum del 2011 e con decine di atti approvati all’unanimità da diversi consigli comunali, come quello di Napoli, contrari alla vendita delle fonti regionali».

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«Questa gara, che potrebbe essere bandita ad agosto – afferma Muscarà – è l’ultimo colpo di coda di una stagione politica che ha calpestato la volontà dei cittadini e piegato l’interesse pubblico a logiche di profitto. Ma siamo ancora in tempo. La Corte dei Conti ha già espresso gravi perplessità sulla legittimità di questa operazione. Fermiamoci prima che sia troppo tardi».

Muscarà richiama l’attenzione dei partiti e dei futuri candidati alle elezioni regionali: «È tempo di una discontinuità netta. L’acqua è un bene comune e come tale deve essere gestita. Cosa si dovrebbe fare? Quello che la giunta di sinistra in questi dieci anni non ha mai fatto, anzi! Il ritiro immediato della delibera regionale del 31 maggio 2023 n.312 e di tutti gli atti ad essa collegati; la costituzione di una società pubblica regionale per la gestione delle reti idriche campane; lo stop alla costituzione di società miste, in particolare nel distretto Sannita e in quello di Napoli Nord». «Si scrive acqua, si legge democrazia. E la democrazia – conclude la consigliera regionale – non va mai in vacanza, nemmeno ad agosto».

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