Latitante a 17 anni: il baby killer scappa dal carcere ma posta sui social

Polizia sulle tracce del ragazzo condannato per l’omicidio Ramondino

Chiunque scorra distrattamente la sua bacheca potrebbe non farci caso. Un volto giovane, capelli rasati di fresco, qualche frase buttata lì sotto un nickname. Eppure dietro quell’apparenza da ragazzino social si cela un diciassettenne che non può permettersi di farsi notare. Perché non sta postando dalla sua cameretta, ma da qualche rifugio segreto. È in fuga, evaso dal carcere minorile di Bari, e da allora di lui si sono perse le tracce. Tranne sui social, dove continua a riaffacciarsi come se niente fosse.

A raccontare questa storia che sembra uscita da un film, ma che invece è la cronaca più cruda di Napoli, è Dario del Porto su «Repubblica». Il protagonista è un ragazzo di Pianura, già condannato a 15 anni e 4 mesi per l’omicidio di Gennaro Ramondino, un ventenne che non ha avuto scampo: ucciso a colpi di pistola, il suo corpo bruciato e lasciato in un terreno alla periferia ovest della città. Era il primo settembre del 2024.

Pubblicità

La fuga dal carcere minorile

Lui, il minore, dopo cento giorni dalla condanna ha deciso di non aspettare che la pena facesse il suo corso. Ha scavato un foro nella sua cella, si è calato con le lenzuola come in una sceneggiatura già scritta, e approfittando di un cancello aperto è scappato. Le telecamere lo hanno seguito solo per pochi metri: poi, il nulla. Nessuno crede che abbia fatto tutto da solo. Qualcuno l’ha aiutato, qualcuno di ben organizzato.

Eppure questa fuga, che dovrebbe imporre silenzio e invisibilità, ha un rumore di fondo continuo: quello dei suoi post, delle chat, delle connessioni clandestine. Gli investigatori della squadra mobile guidata da Giovanni Leuci lo cercano ovunque, ma lui riappare di tanto in tanto, senza mostrare il volto, protetto da identità virtuali. Per la generazione cresciuta a pane e social, anche la latitanza diventa una storia da raccontare online.

Pubblicità

La promessa di cambiamento non mantenuta

E dire che, dopo la confessione davanti al giudice, qualcuno aveva sperato in un cambiamento. Lui stesso aveva ammesso di essere stato «plagiato dai grandi», promettendo: «Porterò questo scrupolo per tutta la vita». Difeso dall’avvocata Antonella Regine, era stato assolto per droga, senza aggravanti mafiose, e la riforma Cartabia gli aveva già garantito uno sconto sulla pena. C’era persino un’altra condanna per tentato omicidio, 4 anni per una sparatoria a Pianura nel maggio 2024, ma nulla che gli impedisse, un giorno, di ripartire.

Invece ha preferito la latitanza, la clandestinità, la vita di chi scappa. Ma senza mai staccarsi da ciò che lo fa sentire vivo: i social. Un filo digitale che continua a tradirlo e che potrebbe presto portare gli investigatori fino al suo nascondiglio. Perché il crimine ai tempi dei social non è più una questione di omertà: è uno show permanente, anche dalla clandestinità.

Federproprietà Napoli

Altri servizi

San Giorgio a Cremano, Villa Pignatelli di Montecalvo: da 14 anni prigioniera dell’acciaio

L'architetto Eduardo Russo: «Non possiamo aspettare ancora!» Chi percorre Largo Arso, a San Giorgio a Cremano, la riconosce subito. Non per l'eleganza del suo monumentale...

Click day e permessi di soggiorno venduti a caro prezzo: 22 misure cautelari | Video

Il blitz ha interessato dieci province italiane Intermediari stranieri reclutavano i connazionali, aziende compiacenti fornivano le false attestazioni e professionisti predisponevano i documenti. Così avrebbe...

Ultime notizie

Padel Excape chiude con successo la tappa di Salerno e guarda al tour nazionale

Oltre 60 coppie in campo, circa 50 medici e più di 700 visite e screening gratuiti. Dopo Salerno, il format che unisce sport e...

Napoli, Linea 2 a mezzo servizio: due fermate chiuse nel pieno dell’estate

Due stazioni strategiche diventano inaccessibili Prima Montesanto, poi Piazza Amedeo. Nel pieno dell’estate e durante il periodo tradizionalmente più caldo dell’anno, due fermate strategiche della...

Omicidio Luca Esposito, il 26enne tunisino resta in carcere: contestata la premeditazione

Il legale dell'indagato: «Chiarite ulteriori dinamiche dell’accaduto» Si è svolta questa mattina nel carcere di Salerno-Fuorni l’udienza di convalida del fermo di Ridha Rahmouni, il...