Circumvesuviana, guasto dopo guasto il baratro si avvicina. E De Gregorio non scende mai…

Dieci anni di guasti e ritardi: la governance ha fallito

Devono aver capito male in EAV. Il proverbio dice «una mela al giorno toglie il medico di torno», non «un guasto al giorno toglie il servizio di torno». Ma tant’è: tra lunedì 28 aprile e venerdì 2 maggio, la Circumvesuviana ha inanellato un poker di disastri che neanche la più scalognata delle compagnie ferroviarie.

Una lunga scia di guasti

Si comincia lunedì 28 aprile. Un convoglio diretto da Sorrento a Napoli si blocca a Castellammare di Stabia. Dai vagoni comincia a uscire fumo bianco. I passeggeri, allarmati, vengono evacuati. Le conseguenze? Circolazione ferroviaria interrotta, ripresa dopo circa un’ora, e ritardi generalizzati. Secondo le prime ipotesi, tutto sarebbe partito da un blocco dei freni. E si trattava di uno dei treni tra i più «moderni» in servizio. Per la serie: vecchi o nuovi, qui si fermano tutti.

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Martedì 29 aprile è il turno della stazione di Barra. Un altro guasto, stavolta su un treno diretto a Sorrento. E poiché la conformazione della stazione non consente deviazioni facili, si arriva alla soppressione di tre corse, con ritardi fino a oltre mezz’ora sulle altre. Il ritorno alla normalità solo verso le 10 del mattino. A farne le spese, come al solito, lavoratori e studenti.

Ieri, giovedì 1 maggio, si è celebrato il guasto festivo. Il treno 1094, proveniente da Sorrento e diretto a Napoli, si arresta nei pressi di Torre Annunziata. Tutto comincia con un odore di bruciato, avvertito dal macchinista. Viene usato un estintore «a scopo esclusivamente precauzionale», precisa EAV. Peccato che, grazie al vento, il fumo dell’estintore rientri nei vagoni, passando per i finestrini aperti. A quel punto, i passeggeri, alcuni anche allarmati dalla situazione, sono costretti a scendere e a proseguire a piedi sui binari, tra la massicciata e la vegetazione.

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Ma non temete: l’azienda tranquillizza tutti, anche se nella sua nota ci tiene a specificare che «alcuni viaggiatori hanno autonomamente aperto le porte di emergenza scendendo dal treno e raggiungendo la stazione a piedi». Quasi fosse stata una scelta di relax, più che una necessità dettata dal panico.

Nuovo giorno, nuovo episodio. Oggi, venerdì 2 maggio, sulla linea Napoli-Sorrento della Circumvesuviana, un treno si è fermato tra Pioppaino e Castellammare di Stabia per un’avaria. Eav ha comunicato l’interruzione del servizio ferroviario e l’attivazione di autobus sostitutivi. Ma Severino Nappi (Lega) denuncia: «Altro che avaria, si è sfiorata la strage: il treno ha perso il serbatoio ed è deragliato». Chiesti provvedimenti immediati contro i vertici aziendali.

Dopo dieci anni serve una nuova governance

Il comitato pendolari non ci sta e alza la voce: «Non possiamo attendere il falò di Ferragosto per mettere fine a questa gestione fallimentare. […] Il disastro di oggi è figlio di una gestione decennale che ha apportato solo tagli al servizio». Già, perché Umberto De Gregorio è al timone dell’EAV da un decennio. Dieci anni in cui i pendolari hanno imparato a convivere con i disagi quotidiani e le risposte standard. Solo che adesso, a forza di convogliare fumo, ritardi e corse soppresse, anche la pazienza si è esaurita. E nessuno ha ancora trovato il proverbio giusto per sistemare questo disastro su rotaie.

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