Francesco Boccia: cantante, autore e attore in una scalata di successi mondiali

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L’artista a «ilSud24»: «Masaniello? Una scommessa vinta con me stesso»

Autore, cantante, cantautore, attore: Francesco Boccia è una realtà artistica ormai solida nel panorama musicale italiano e mondiale. Lo intervistiamo per «ilSud24.it», percorrendo con lui le tappe importanti della sua carriera, sempre in ascesa.

Il successo con Masaniello

Si è concluso da poco al Teatro Politeama di Napoli uno spettacolo di importanza storica firmato da Tato Russo, dove a rappresentare il protagonista, ovvero la voce di Napoli, sei stato tu. Cosa ha significato interpretare Masaniello? «Vincere una scommessa con me stesso. Da quando il Maestro Enzo Campagnoli mi ha proposto di affrontare il provino per questo difficile ruolo, mi ci sono buttato a capofitto. Sono arrivato all’audizione con Masaniello che si era già impossessato di me. Naturalmente il provino l’ho superato alla grande, dopodiché ho studiato per mesi tutta l’opera e me ne sono innamorato».

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«Il primo incontro con tutto il cast l’abbiamo fatto il 27 dicembre e, in tre settimane, abbiamo assistito a un vero e proprio miracolo, montando un kolossal. Si è creata una vera e propria famiglia: cast, produzione, tecnici, tutti insieme solo con il talento e il coraggio di chi ha creduto in un grande progetto. L’amore è stato, come sempre, la forza che ha mosso un meccanismo gigante e penso che abbiamo portato in scena il più bel Masaniello mai realizzato fino ad ora».

L’esordio con Turuturu

Classe 1977, da giovanissimo impronti la musica come tua prima pelle. Partendo da Come se fossi un angelo e Ti mangerei, singoli che faranno parte del primo disco, che inoltre vedrà anche il brano Turuturu, terzo classificato al Festival di Sanremo 2001 nella categoria Nuove proposte. Cosa ha rappresentato quell’album?

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«Tante cose… È stato il mio primo album, il mio primo contratto discografico con una major come la Sugar, il mio primo Festival di Sanremo ed è stata anche l’occasione per ripagare tutte le persone che hanno creduto in me, da Il Giardino dei Semplici a tutti i grandi musicisti della mia città che negli anni mi hanno aiutato nella realizzazione dei provini, a partire da Adriano Pennino, Vittorio Riva, Roberto D’Acquino, Maurizio Fiordiliso, Aldo Mercurio e tanti altri. Tutti hanno partecipato alla realizzazione di questo album, Turuturu».

Un successo internazionale

La tua penna firmerà per Sanremo brani di fama mondiale, come lo stesso Turuturu, che verrà interpretato anche dal celebre duo Sandy & Junior con il titolo Quando você passa, vendendo circa 100.000 copie, e dalla star brasiliana Maria Gadù, in compagnia di Sandy Leah Lima. Nel 2023 i Coldplay ne fanno una loro versione. Come si vive un successo di questa portata?

«Non ho mai dubitato della potenza di questa canzone sin dall’inizio. Dal primo ascolto sapevo di avere in mano un successo, a chiunque la facessi ascoltare piaceva da morire. Un vero e proprio tormentone che ti entra in testa e non ti lascia più. Nonostante sia stata presa di mira dai giornalisti italiani, è diventata un successo internazionale. La ciliegina sulla torta è arrivata quando l’hanno cantata i Coldplay. È stata una grande rivincita e, soprattutto, la prova evidente che la bellezza non ha tempo».

Il trionfo con Grande Amore

Restando in tema sanremese, arriva Grande Amore, cantata da Il Volo nel 2015, vincendo a pieni voti tra sala stampa e pubblico sovrano, diventando un ennesimo successo mondiale. Come hai vissuto quest’altro trionfo?

«È stata la risposta a tante domande che si sono accumulate in dodici anni di attesa. Grande Amore è rimasta dodici anni nel cassetto, proposta al Festival di Sanremo per sei, sette volte, sempre con esito negativo. Le mie orecchie hanno dovuto ascoltare una marea di stupidaggini, ma l’obiettivo non è mai cambiato. Grande Amore aveva bisogno dell’Ariston! Con o senza la mia voce. Nel 2015 arriva la svolta: Carlo Conti, nuovo direttore artistico, combina una vera e propria alchimia. Il Volo canterà Grande Amore! Ricordo quando ascoltai il provino interpretato dai ragazzi per la prima volta… ho pianto di gioia. Tutte le domande hanno avuto “la risposta”. Un capolavoro! Il resto è storia».

Il futuro discografico

Tanti sono stati gli artisti per cui hai scritto nella tua carriera musicale. La domanda sorge spontanea: quando inciderai il prossimo lavoro discografico? «Non ne ho idea. Scrivere è il mio lavoro, lo faccio a prescindere da tutto. A me interessa creare, poi le canzoni trovano la loro strada».

L’emozione del palco

Girare il mondo attraverso i concerti non è sempre facile, soprattutto per chi vive il palco come una giostra su cui salire sempre, mantenendo la stessa adrenalina, mai per ego ma per devozione. «Il palco è sempre stato il mio habitat naturale, lì sono a mio agio, libero, e succedono i miracoli. Ci sono salito con tutti gli stati d’animo possibili ed ogni volta mi sono dato fino alla fine. Sul palco mi sento più vivo che nella vita reale».

Il primo romanzo

In occasione dei dieci anni dell’ultimo successo sanremese, è da poco uscito il tuo primo romanzo: Da Sanremo al Grande Amore, con la prefazione a cura di Orietta Berti e la postfazione di Don Backy. Un racconto autobiografico in cui parli anche dei momenti di fermo personali e professionali. Cosa hanno rappresentato questi passaggi?

«Questo libro è un vero e proprio testamento per mio figlio Michael, ma anche per tutte le persone che lo leggeranno. Dietro ogni canzone c’è un pezzo di vita vissuta, una parte di questo immenso puzzle che è il mio percorso. Ogni cerchio si chiude, ogni esperienza è essenziale per portarci nel posto giusto, ogni anima che incrociamo ha la sua importanza. Ogni cosa è perfetta, ma a volte non sei in grado di capirlo subito. Il tempo ha tutte le risposte, bisogna solo seguire l’istinto e aspettare».

Consigli ai giovani artisti

Cosa consigli alle nuove leve e quanto la “gavetta£ è fondamentale per non cadere dopo un successo momentaneo? «L’unico consiglio che mi sta a cuore e che sento di dare sempre è: non mollare. Se sei cosciente di quello che sei, non puoi tradirti. Sulla tua strada ci sono milioni di ostacoli, ma se li affronti con il cuore in pace sarà un countdown verso la realizzazione dei sogni. Solo l’amore in quello che fai può fare la differenza. Solo tu puoi realizzare il tuo sogno».

Oltre confine

Pochi anni fa, con la nascita della formazione The Super 4, hai incantato il pubblico di X Factor in Romania. Che tipo di esperienza è stata? «Era il 2020, c’era il Covid, tutti chiusi in casa. Io e i ragazzi stavamo impazzendo e decidemmo di iscriverci a X Factor Romania per fare un’esperienza nuova. Abbiamo affrontato questa audizione con una naturalezza e un divertimento incredibili. Dopo la messa in onda siamo diventati virali con le nostre performance, arrivando fino alla finale. È stato un percorso indimenticabile».

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