Pechino promette: nessun materiale militare all’Iran
Due giorni di vertice a Pechino, accordi commerciali e un’intesa politica da misurare sul terreno: Donald Trump e Xi Jinping cercano una nuova cornice nei rapporti tra Stati Uniti e Cina. Nel secondo e ultimo giorno di colloqui nella capitale cinese, il presidente degli Stati Uniti ha rivendicato il risultato del confronto con il suo omologo. Durante la visita ai giardini di Zhongnanhai, il complesso centrale del governo cinese a Pechino, Trump ha affermato di aver «ottenuto ottimi risultati. Abbiamo concluso degli accordi commerciali fantastici, eccellenti per entrambi i Paesi».
Il nuovo rapporto tra Washington e Pechino
Accanto a Trump, Xi Jinping ha salutato l’avvio di un nuovo rapporto di «stabilità strategica costruttiva» tra le due potenze rivali. Una formula resa pubblica dai cinesi già il giorno precedente, durante la prima giornata del vertice. Il presidente cinese ha definito l’incontro un passaggio destinato a pesare nei rapporti bilaterali. «È una visita storica, che passerà alla storia», ha detto Xi. Dopo il pranzo di lavoro con il leader cinese, Trump è atteso alla ripartenza nel primo pomeriggio, al termine dei due giorni di visita di Stato.
Il dossier Iran e lo Stretto di Hormuz
Il presidente americano lascerà Pechino anche con parole incoraggianti da parte di Xi sulla crisi in cui è impantanato in Medio Oriente, come ha riferito lo stesso Trump in un’intervista concessa alla rete Fox News.Secondo l’inquilino della Casa Bianca, Xi gli avrebbe assicurato «con forza» che la Cina non fornirà materiale militare all’Iran. Sullo Stretto di Hormuz, Trump ha riferito che il presidente cinese avrebbe aggiunto: «Se posso essere di qualche aiuto, sarò lieto di farlo».
Pechino, in un comunicato pubblicato dal Ministero degli Affari Esteri a margine del vertice, ha chiesto un cessate il fuoco completo in Medio Oriente e la riapertura dello Stretto di Hormuz «il prima possibile». Il ministero ha ribadito che il conflitto «non avrebbe mai dovuto verificarsi» e che la Cina continuerà a svolgere un «ruolo costruttivo» negli sforzi di pace.
Prima del pranzo di lavoro con Xi a Zhongnanhai, Trump aveva sostenuto che Stati Uniti e Cina condividono una visione «molto simile» sulle modalità per porre fine al conflitto in Iran e ottenere l’immediata riapertura dello Stretto di Hormuz. «Abbiamo parlato dell’Iran. Vogliamo che la guerra finisca, non vogliamo che abbiano un’arma nucleare e vogliamo che lo stretto venga riaperto», ha dichiarato Trump, commentando gli sviluppi del conflitto esploso a fine febbraio dopo l’offensiva militare congiunta di Washington e Israele.
La maxi commessa Boeing
Tra gli accordi commerciali stretti tra Trump e Xi figura anche una maxi commessa di aerei. Il presidente degli Stati Uniti ha riferito della promessa di acquisto di 200 Boeing «di grandi dimensioni». La cifra è rilevante, ma resta inferiore all’ordine di cui la stampa parla da mesi: 500 velivoli a corridoio singolo 737 MAX e altri 100 aerei a fusoliera larga, tra cui il 787 Dreamliner e il 777X, ancora in attesa di certificazione.




