Alessandro Preziosi: «Nel mio “Aspettando Re Lear” un mondo complesso e pieno di emozioni»

L’attore e regista racconta a ilSud24.it il nuovo documentario che presenterà alla Festa del Cinema di Roma

C’è grande attesa per «Aspettando Re Lear», il documentario di Alessandro Preziosi che sarà presentato in anteprima alla Festa del Cinema di Roma. Un progetto a cui l’attore e regista napoletano tiene particolarmente, come ha raccontato in un’intervista a ilSud24, e si prepara a incantare il pubblico con un progetto che unisce le sue grandi passioni: teatro, cinema e l’arte. «Ho cercato di raccontare un mondo complesso e pieno di emozioni attraverso immagini che parlano da sole» confessa Preziosi, mostrandoci come i confini possano essere superati e trasformati in una nuova esperienza sensoriale.

Il processo creativo dietro le quinte

Non nuovo alle sfide artistiche di spessore, ha voluto portare sul grande schermo un’opera che dà vita a un racconto visivo intenso e complesso. «Questo documentario è nato dalla messinscena dello spettacolo “Aspettando Re Lear”, di cui ho curato la regia. L’intento era riuscire a raccontare, attraverso le immagini, il complicato rapporto tra il padre Lear e la figlia Cordelia» spiega.

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Questo lavoro non si limita a essere una testimonianza dello spettacolo teatrale, ma cerca di esplorare il processo creativo dietro le quinte, il cosiddetto “making of”. Le opere di Michelangelo Pistoletto, parte integrante della scenografia, diventano il filo conduttore tra l’arte e il teatro, portando la rappresentazione fuori dai confini della classica «scatola nera» del palcoscenico.

E come scenario, luoghi meravigliosi

«Abbiamo girato alcune scene in luoghi iconici come la Fondazione Cini, il Palazzo Ducale e l’Arsenale di Venezia, dove gli attori riproducevano i dialoghi e le situazioni in un contesto diverso dal teatro, offrendo nuove prospettive alla narrazione» aggiunge. Nel cast, oltre allo stesso Preziosi ci sono Nando Paone, Federica Fresco, Roberto Manzi e Valerio Ameli. L’opera alterna le immagini del backstage a interviste con Michelangelo Pistoletto, il quale arricchisce il racconto con riflessioni personali sia come artista che come padre di tre figlie, intrecciando la sua visione artistica al dramma shakespeariano.

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Lo storico Teatro Goldoni di Venezia, un luogo simbolo del teatro italiano, ha svolto un ruolo centrale nell’incontro tra arte e recitazione, contribuendo a radicare ulteriormente il progetto in un contesto di grande valore culturale. Confessa Preziosi: «È stato impegnativo montarlo, ma credo che la cosa più importante sia che quest’opera sia stata selezionata per un festival che sta diventando sempre più importante».

«Il documentario sarà proiettato il 21 ottobre al Museo MAXXI di Roma», ci informa e, questo rappresenta un altro passo importante nella sua strada, che negli ultimi anni ha consolidato la sua figura di attore e regista di caratura internazionale.

Dalla toga al tour teatrale

Ripercorrendo la sua carriera, ha iniziato come avvocato prima di intraprendere il percorso artistico, con la sua prima apparizione televisiva nel programma «Beato tra le Donne», condotto da Paolo Bonolis nel 1996. Tuttavia, egli riconosce: «Il mio vero debutto è avvenuto qualche anno dopo, nel 1999, con l’interpretazione teatrale di Laerte nell’Amleto, accanto a Kim Rossi Stuart».

Tra i molti ruoli interpretati, ha attraversato personaggi molto diversi tra loro, da Fabrizio Ristori in «Elisa di Rivombrosa» ad Antonio Cantone in «Mine Vaganti», o come il cardiochirurgo Andrea Molinari nella serie «Non Mentire». E quando gli viene chiesto a quale personaggio si senta più legato, risponde: «Sicuramente l’ultimo ruolo che interpreto è sempre quello che mi resta più vicino nella memoria, ma se devo indicare un personaggio a cui sono molto legato, direi quello de “I Viceré”, diretto da Roberto Faenza», racconta. «È stato un film importante, un’esperienza di grande forza. Ma alla fine c’è sempre una parte di me in questi personaggi»

Nonostante il vasto bagaglio di esperienze, Alessandro Preziosi non si ferma qui. Lo vedremo presto in ruoli di spicco in nuove serie televisive e film di rilievo: «Ho appena finito di girare Sandokan, dove interpreto il personaggio di Yanez, e presto uscirà Black Out 2». Inoltre, è stato annunciato che farà parte del cast di Portobello, il nuovo film di Marco Bellocchio.  Il teatro rimane però una delle sue grandi passioni, infatti dice: «Il mio spettacolo teatrale toccherà le tappe principali dell’Italia nei prossimi mesi, continuando un percorso che sento ancora molto vivo e stimolante».

Con la sua capacità di spaziare tra mondi diversi, dal cinema al teatro, fino all’arte contemporanea, Alessandro Preziosi continua a confermarsi come una delle figure più versatili e apprezzate del panorama artistico italiano. La presentazione del suo documentario alla Festa del Cinema di Roma non farà che rafforzare il suo prestigio in campo culturale.

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