Campi Flegrei, Musumeci: «Popolazione ingannata per 80 anni»

Il ministro: «Non si è fatto nulla per il rischio sismico, vulcanico e bradisismico»

«Voglio ribadire il mio grande rispetto per la comunità che vive nei Campi flegrei, zona particolarmente fragile. Ebbene quella popolazione è stata ingannata per 80 anni da chi aveva il compito di parlare con sincerità ma non lo ha fatto. Si parlava da una parte dei rischi derivanti dalla presenza del vulcano e da un’altra si autorizzavano i piani di costruzione. Per 80 anni non si è fatto nulla per il rischio sismico, vulcanico e bradisismico, si è atteso che arrivasse questo governo per iniziare da operare». Lo ha detto il ministro per la Protezione civile Nello Musumeci in Commissione per le Questioni regionali parlando del decreto-legge 91 sui Campi flegrei.

«Dico che dovremmo smetterla di illudere la popolazione quando qualcuno dice che lo Stato potrà mettere in sicurezza tutto il patrimonio edilizio della zona; e lì, lo ricordo, ci sono 103mila persone. Quindi è stato un crimine autorizzare quella espansione», ha osservato ancora Musumeci. «Certo, sappiamo cosa può succedere in quell’area ma mi chiedo: se il fenomeno è sempre esistito perché nessuno finora è mai intervenuto? Sono circa trecento i nuclei familiari sfollati dopo la scossa di maggio scorso, ma se non arrivano i soldi non è colpa del governo nazionale.Sulla sospensione dei tributi per gli sfollati dobbiamo capire quali sono le attività sospese e questo ce lo possono dire soltanto i comuni».

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«La terza esercitazione anziché agosto o settembre – ha annunciato Musumeci – si terrà a ottobre, sperando che possa coinvolgere il maggior numero di cittadini di quella zona». Prendere sotto gamba i possibili rischi, ha osservato ancora il ministro, «può essere fatale e mi aspetto collaborazione da tutti gli amministratori e mi amareggio nel constatare come nessuna attività parlamentare abbia mai posto l’accento sulle difficoltà di quell’area».

Lo stato di emergenza

«Il Governo con il decreto-legge n. 140/2023, prima e con il decreto-legge n. 91/2024, poi, ha fornito una risposta alle esigenze dei territori, atteso che, nelle peculiari circostanze derivanti dallo specifico contesto di rischio bradisismico, non si è ritenuto, al momento, sussistessero le condizioni per la deliberazione dello stato di emergenza di rilievo nazionale ai sensi del Codice della protezione civile» ha aggiunto. «Negli ultimi mesi si è riunita per tre volte la Commissione Grandi Rischi e il 26 luglio scorso si è riunita di nuovo confermando la prosecuzione delle attività di monitoraggio per il bradisismo, senza modificare il livello di allerta che rimane giallo».

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Le nuove costruzioni

«Sono stati posti taluni divieti in relazione al rilascio di nuovi titoli edilizi per interventi di nuova costruzione. Secondo il governo nazionale su quell’area non si può e non si deve più costruire una casa» ha detto ancora. «I Campi flegrei – ha spiegato il ministro – presentano tre rischi concorrenti: sismico, vulcanico e bradisismico, cioè il sollevamento o l’abbassamento del terreno. Dal 2005 a oggi, secondo gli esperti, il terreno si sarebbe sollevato di un metro e 20 centimetri circa. Da sempre lì gli abitanti convivono con questi rischi, è un fenomeno presente da millenni. Ma nell’ultimo dopoguerra il tasso di densità abitativa è cresciuto del 100%. Secondo le nostre indagini, nel 1951 c’erano poco più di 50mila abitanti, nel censimento del 2021 siamo a 103mila abitanti».

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