Balneari, la maggioranza trova l’accordo ma Fratelli d’Italia alza le barricate: «Vergognoso»

Il governo definirà criteri per la quantificazione dell’indennizzo

«Definizione di criteri uniformi per la quantificazione dell’indennizzo da riconoscere al concessionario uscente, posto a carico del concessionario subentrante». È la formula su cui governo e maggioranza hanno trovato l’intesa, rinviando ogni altro dettaglio ai decreti attuativi del governo. I ministeri competenti per materia sono Sviluppo economico e Turismo.

In questo subemendamento – all’emendamento con cui il Governo ha introdotto le concessioni balneari nel ddl concorrenza – viene quindi eliminato ogni riferimento all’avviamento, al valore residuo dei beni immobili, a scritture contabili e perizia giurata, elementi contenuti invece nella proposta del governo avanzata martedì dall’esecutivo. Dopo due giorni di trattative è andata a buon fine la mediazione che ha visto impegnato il viceministro allo Sviluppo economico Gilberto Pichetto (FI), e si è sbloccato quindi l’esame del ddl concorrenza, dossier seguito dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Roberto Garofoli.

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Le cause di deroga

Sulla definizione delle cause di deroga che consentirebbero di mettere a gara le concessioni balneari oltre la fine del 2023 (e comunque non oltre il 31 dicembre 2024), si sono applicate minime modifiche rispetto all’ultima proposta: le ragioni devono essere “oggettive”, e connesse, a titolo esemplificativo, alla pendenza di un contenzioso o a difficoltà oggettive legate all’espletamento della procedura stessa». In questi casi ai Comuni serve un «atto motivato» per far slittare il bando, «per il tempo strettamente necessario alla conclusione della procedura e, comunque, non oltre il 31 dicembre 2024».

Viene poi stabilito che il Ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili trasmetta alle Camere, entro il 30 giugno 2024, una relazione concernente lo stato delle gare al 31 dicembre 2023, evidenziandone l’esito e le ragioni che ne abbiano eventualmente impedito la conclusione. Un’altra relazione conclusiva è prevista entro fine 2024.

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Esclusi grandi gruppi concessionari pubblici

Introdotta una misura per mettere al riparo piccoli e medi operatori dai grandi gruppi concessionari pubblici. Nel testo del subemendamento che sarà approvato dalla commissione Industria del Senato, in pratica, modifica l’elenco di elementi da valorizzare e di cui avere adeguata considerazione nella scelta del concessionario: si conferma «l’esperienza tecnica e professionale già acquisita in relazione all’attività oggetto di concessione», e si escludono «analoghe attività di gestione di beni pubblici».

Meloni: «Accordo ridicolo e vergognoso»

«Quello raggiunto dalla maggioranza sulle concessioni balneari è un accordo ridicolo e vergognoso. Rimandare la questione degli indennizzi addirittura al Governo, con il rischio più che concreto che questi vengano fortemente osteggiati dalla Commissione europea e non vedano mai la luce, vuol dire lasciare totalmente senza tutele i concessionari attuali, che si vedranno in buona parte espropriate le loro aziende a favore delle multinazionali straniere». Così la leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, che ha aggiunto: «Ora lo Stato espropria i privati a vantaggio di altri privati, più grandi e più forti».

Meloni ha poi rimarcato che «il Governo ha già dimostrato chiaramente come la pensi sull’argomento, presentando un emendamento che recepisce la forzatura del Consiglio di Stato contro il potere legislativo del Parlamento e addirittura raccontando agli italiani che senza le aste delle concessioni balneari sarebbero saltati 19 miliardi di finanziamenti del Pnnrr. Da un governo del genere, e dai decreti attuativi che è chiamato a emanare, non ci aspettiamo altro che la mazzata definitiva a decine di migliaia di imprese che rappresentano un pezzo fondamentale del nostro turismo».

Quindi ha concluso la sua nota: «Un tempo andava di moda l’esproprio proletario a vantaggio dello Stato. Ora lo Stato espropria i privati a vantaggio di altri privati, più grandi e più forti. Contro questo scempio Fratelli d’Italia continuerà a battersi in ogni sede»

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