Visita Mattarella ad Acerra, vescovo Di Donna deluso: “Poco su Terra dei Fuochi”

“Ringrazio Mattarella, ma oggi Resistenza è lotta a inquinamento”

Non nasconde la sua delusione il vescovo di Acerra, monsignor Antonio Di Donna: a suo dire la cerimonia, alla presenza del Presidente Mattarella, per celebrare la Liberazione non si è soffermata abbastanza sulle tematiche ambientali sempre attuali ad Acerra, già cuore della cosiddetta Terra dei Fuochi. “Sono contento per la visita di Mattarella. Ma oggi – ha detto il vescovo – la Resistenza qui è contro l’inquinamento ambientale che produce i suoi martiri. E forse mi sarei aspettato di più anche dal Presidente. Voglio molto bene a Mattarella, ma mi aspettavo un maggiore riferimento alla lotta contro l’inquinamento”.

“Avevo mandato una lettera a Mattarella” ha spiegato monsignor Di Donna al termine della cerimonia. Sono deluso, contento della giornata e contento che Mattarella sia venuto ad Acerra, perché questo ha contribuito a dare rilievo a un fatto poco noto, l’eccidio del 1943. Peò avevo sottolineato l’esigenza di contestualizzare oggi la resistenza qui, ad Acerra e in questo territorio. Mattarella ha detto due parole all’inizio, ha detto al sindaco di portare alla cittadinanza acerrana la vicinanza del Presidente per i problemi sociali e ambientali, ma poi è finito tutto lì. Un po’ pochino”.

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Il vescovo non fa sconti neanche al governatore della Campania, Vincenzo De Luca: “Mi ha deluso l’onorevole De Luca – dice – che ha parlato di Terra dei Fuochi al passato e ha detto che questo territorio oggi è fortemente monitorato. Non è vero. E’ monitorato per certi aspetti, non c’è più l’interramento dei fusti tossici come 30 anni fa, ma ci sono altri aspetti: i roghi tossici, l’inquinamento dell’aria e il fatto che la Regione continua a dare autorizzazioni ad aziende che trattano rifiuti tossici e che chiedono di venire qui nel nostro territorio. Cosa mi sarei aspettato? Prima di tutto una contestualizzazione. E’ bene ricordare il passato, dobbiamo essere riconoscenti e grati a chi ha dato la vita per la liberazione, però ogni anno la festa della Liberazione dovrebbe essere contestualizzata. Se è qui ad Acerra, bisogna dire che oggi ad Acerra la Resistenza cos’è? Da cosa dobbiamo liberarci? Grazie a Dio non ci stanno più i nazisti. Dobbiamo liberarci dall’inquinamento ambientale che produce morte”.

“Mi sarei aspettato una maggiore contestualizzazione. Sarebbe stato meglio che De Luca non avesse fatto alcun riferimento, meglio non parlare piuttosto che parlare della Terra dei fuochi al passato. Il presidente De Luca almeno è coerente – ha concluso il vescovo – perché è la posizione di sempre della Regione, non è una novità . E’ la posizione negazionista, cioé non dobbiamo parlare di Terra dei fuochi perché ci facciamo male e danneggiamo i nostri prodotti. Se ne parliamo, ne parliamo al passato come ha fatto stamattina”.

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