Dia a Torre Annunziata, Ascione si difende: «Accuse si basano sul nulla»

Intanto i Dem continuano a chiedere la ‘testa’ del sindaco

Il giorno dopo il blitz degli agenti della Dia negli uffici comunali di Torre Annunziata a via provinciale Schiti per l’amministrazione a guida Vincenzo Ascione è giunto il momento di riflettere e decidere come e se dovrà proseguire la propria azione. Una vera e propria tempesta si è abbattuta sulla giunta di Centrosinistra. E per l’ennesima volta, da più parti, è partito l’appello al primo cittadino a dimettersi.

Compreso quel Partito Democratico che fino a ieri lo supportava, quel Pd che nelle giunte precedenti ha «piazzato» i suoi uomini o li ha consigliati ad Ascione. Oggi i Dem di Napoli e Torre tornano a chiedere la testa del sindaco nonostante in più di un occasione abbiano avuto modo di far decadere la consiliatura e non ne abbiano mai approfittato.

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Il sindaco Ascione, a margine di un’iniziativa, questa mattina ha voluto spiegare il suo punto di vista. Per lui quello che è successo ieri rappresenta «una vera e propria violenza psicologica. Trovarsi agenti della DIA nella propria abitazione alle prime ore del mattino è una cosa che non auguro a nessuno. Tutto il rispetto per la Magistratura e per il suo operato, però non posso subire passivamente questa umiliazione restando zitto».

Il sindaco: «Critico sul modus operandi degli inquirenti»

«Le accuse nei miei confronti – dice Ascione -, per quanto mi riguarda, si basano sul nulla. Prendo le distanze dai reati contestatimi e sono molto critico sul modus operandi degli inquirenti. Non è accettabile che una persona perbene, quale mi ritengo di essere, venga trattata in questo modo. La mia unica colpa sarebbe quella di aver interloquito con un dipendente della PrimaVera, il quale, nessuno lo ha sottolineato, è un rappresentante di una forza politica che, pur non avendomi sostenuto alle elezioni del 2017, ora fa parte della mia maggioranza. E solo in quanto tale ho avuto rapporti con lui. Inoltre, la forza politica di cui è rappresentante non ha nessun esponente in Giunta. Quindi di cosa parliamo?».

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L’accusa è che sindaco e giunta siano stati manipolati da questa persona. Accusa che Ascione respinge «categoricamente. Quanto mi è accaduto è moralmente e socialmente intollerabile e lo griderò con tutte le mie forze. Ribadisco di aver fiducia nell’operato della Magistratura. Tuttavia ho anche il sacrosanto diritto di dire quello che penso per tutelare la mia onorabilità e dignità».

Raiola: «Una giornata bruttissima»

Altro indagato eccellente che ha voluto far sentire la propria voce è il presidente del consiglio comunale Giuseppe Raiola. «Oggi è una giornata bruttissima – ha detto Raiola – per noi amministratori ma bisogna valutare con calma. Avere delle accuse infamanti da parte della magistratura Per me è stata una telefonata dove invitavo una persona, che poi è dirigente di partito, a venire in consiglio comunale col suo consigliere per un argomento importante all’ordine del giorno».

«Da qui a essere indagato – conclude – e a far venire a casa 10 poliziotti per rovistare e cercare chissà che cosa questo fa male a un professionista serio, onesto e che ha dato tanto per Torre durante questi anni di politica. Per me questa è un’infamia, per me e per gli altri. Sia per il sindaco che per l’assessore che non è presente. Oggi faremo una valutazione molto seria, perché se hanno deciso di mandarci a casa con questi espedienti a me va molto stretto».

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