Presidenza della Repubblica, polemiche Dem-Lega. Berlusconi in attesa

Intanto D’Alema divide il Partito Democratico

Il presidente della Camera Roberto Fico ha inviato la lettera di convocazione alle Regioni che dovranno ora scegliere i propri delegati che dovranno giungere a Roma completando così la pattuglia di Grandi Elettori che, a scanso di imprevisti e contagi da Covid-19, dovrebbero essere 1008. La data scelta è quella di lunedì 24 gennaio, alle ore 15.

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Intanto continua il toto-nomi. L’ex premier Silvio Berlusconi non scopre le carte e non ufficializza la propria candidatura. I bene informati sostengono che Berlusconi voglia aspettare il quarto scrutinio quando i giochi di tutti i partiti ormai saranno scoperti e il quorum si abbasserà. La partita però sembra tutt’altro che chiusa. Il centrodestra sembra ancora intenzionato a voler andare ancora compatto sul suo nome ma dal centrosinistra arriva ancora uno stop.

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Matteo Salvini ha chiesto ancora una volta una convocazione di un tavolo dei leader per discutere del nome del prossimo presidente della Repubblica ma da Enrico Letta è arrivato un brusco stop. «Finché il centrodestra ha una posizione ufficiale attorno a Berlusconi, il dibattito resta congelato» affermano fonti del Nazareno all’Adnkronos.

«La nostra posizione è la stessa rispetto ai giorni scorsi» ribadiscono. Resta «sempre la disponibilità a parlare» con il medesimo approccio tenuto del segretario Enrico Letta ovvero un confronto sul metodo e quindi su un nome non divisivo. Fin quando il nome del leader di Forza Italia resta sul tavolo «ogni discussione è congelata, è una constatazione».

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La Lega e Massimo D’Alema

«Mentre Letta mette veti e perde tempo, la Lega lavora per fare veloce e perché tutti siano coinvolti, nessuno escluso, per una scelta così importante per tutti gli Italiani» rispondono dal Carroccio.

Intanto però nel Partito Democratico infuria la polemica dopo le parole di Massimo D’Alema che avrebbe definito Draghi espressione del «potere della grande finanza internazionale» ottenendo come unico risultato quello di spingere un centinaio di grandi elettori Dem verso il premier. Insomma, i giochi sono ancora aperti e sarà un mese molto lungo.

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