Libero Giovanni Brusca, ha lasciato Rebibbia. Maria Falcone: «Notizia che addolora»

È l’uomo che ha premuto il telecomando nella strage di Capaci e fatto sciogliere nell’acido il piccolo Giuseppe Di Matteo

Giovanni Brusca è un uomo libero. L’ex boss di San Giuseppe Jato, oggi pentito, ha finito di scontare la sua pena e ha lasciato il carcere di Rebibbia. A 64 anni l’uomo che ha premuto il telecomando nella strage di Capaci e fatto sciogliere nell’acido il piccolo Giuseppe Di Matteo è, con tutte le cautele previste per un personaggio della sua caratura criminale, una persona libera.

Brusca è stato scarcerato per effetto della legge del 13 febbraio del 2001 grazie alla quale per lo Stato italiano ha finito di scontare la propria pena detentiva. Avendo scelto di collaborare con la giustizia ha ottenuto gli sconti di pena previsti dalla legge.

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Una notizia che ha lasciato sconvolto tutti, come Maria Falcone, sorella del giudice Giovanni Falcone.  «Umanamente – ha affermato – è una notizia che mi addolora, ma questa è la legge, una legge che peraltro ha voluto mio fratello e quindi va rispettata. Mi auguro solo che magistratura e le forze dell’ordine vigilino con estrema attenzione in modo da scongiurare il pericolo che torni a delinquere, visto che stiamo parlando di un soggetto che ha avuto un percorso di collaborazione con la giustizia assai tortuoso. Ogni altro commento mi pare del tutto inopportuno».

«La stessa magistratura in più occasioni ha espresso dubbi sulla completezza delle rivelazioni di Brusca, soprattutto quelle relative al patrimonio che, probabilmente, non è stato tutto confiscato: non è più il tempo di mezze verità e sarebbe un insulto a Giovanni, Francesca, Vito, Antonio e Rocco che un uomo che si è macchiato di crimini orribili possa tornare libero a godere di ricchezze sporche di sangue» ha aggiunto.

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«Il boss di Cosa Nostra Giovanni Brusca – lo “scannacristiani” che ha “commesso e ordinato personalmente oltre centocinquanta delitti”, ha fatto saltare in aria il giudice Falcone e la sua scorta e ha ordinato di strangolare e sciogliere nell’acido il piccolo Di Matteo – è tornato libero. È una notizia che lascia senza fiato e fa venire i brividi» ha sottolineato la presidente di Fratelli d’Italia Giorga Meloni.

«L’idea – ha aggiunto – che un personaggio del genere sia di nuovo in libertà è inaccettabile, è un affronto per le vittime, per i caduti contro la mafia e per tutti i servitori dello Stato che ogni giorno sono in prima linea contro la criminalità organizzata. 25 anni di carcere sono troppo pochi per quello che ha fatto. È una sconfitta per tutti, una vergogna per l’Italia intera»

«Autore della strage di Capaci, assassino fra gli altri del piccolo Giuseppe Di Matteo, sciolto nell’acido perché figlio di un pentito. Dopo 25 anni di carcere, il boss mafioso Giovanni Brusca torna libero. Non è questa la “giustizia” che gli Italiani si meritano» ha affermato il leader della Lega Salvini.

La scarcerazione «è stata un pugno nello stomaco» ha affermato il segretario del Pd, Enrico Letta, ospite su Rtl 102.5. «Tutti gli italiani si sono chiesti come sia possibile. Anche io ho letto le parole di Maria Falcone che è rimasta anche lei colpita umanamente ma quella legge, ha aggiunto Maria Falcone, l’ha voluta anche mio fratello, perché è una legge che ha consentito tanti pentimenti, arresti e ha consentito di scardinare la criminalità e la mafia», ha sottolineato.

«Brusca libero? Non voglio crederci. È una vergogna inaccettabile, un’ingiustizia per tutto il Paese. Sempre dalla parte delle vittime e di chi lotta e ha lottato contro la mafia!” ha scritto invece su Twitter il sindaco di Roma Virginia Raggi.

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