Recovery e Pnrr, almeno stavolta il Governo rispetti il Sud

In piazza a Napoli anche un idolo della musica internazionale da 26 dischi d’oro e 8 dischi di platino a protestare contro il Governo.

Sì, ieri a Napoli, insieme a 500 sindaci del Sud – fra cui: De Magistris, Davide Carlucci (Acquviva delle Fonti – Bari), Antonello Velardi (Marcianise) e tantissimi altri – c’era anche “un certo” Al Bano Carrisi (non lo conoscete, vero?) di Cellino San Marco. Anche lui, era nella capitale del Sud, a pretendere rispetto per il Mezzogiorno e a chiedere al Governo italiano di tenere conto della ragione per quale – cosa, per altro, nota a tutti – l’Europa nella ripartizione delle risorse del Next Generation Eu, ne ha attribuita all’Italia una dotazione maggiorata, rispetto agli altri Paesi.

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A patto che il 70% di tale maggiorazione fosse utilizzata per cancellare i gap (disoccupazione, mancanza d’industrie, ritardi infrastrutturali: ferrovie, porti e aeroporti, sanità allo sbando, scuola, e chi più ne ha, più ne metta. Tanto non c’è che da scegliere) esistenti fra Nord e Sud. E, invece, checché ne dicano, gli esponenti della “grande ammucchiata” (Pd, M5s, Iv, Fi e Lega), la ministra per il Sud, Mara Carfagna, la stampa italiota irregimentata, compresa il giovanissimo quotidiano meridionale che ha per sottotestata “l’altravoce (ma forse sarebbe meglio definirla “l’altroconformismo”) dei ventenni”, anche stavolta il Mezzogiorno si ritroverà penalizzato.

Certo, secondo la ministra, il Sud è destinatario di un finanziamento «epocale, superiore a quella che erogò la Cassa del Mezzogiorno» ovvero circa 82 miliardi, il 40% del totale (ma, l’accordo Ue, non prevedeva il 60/70%?). E “l’altroconformismo dei ventenni” aggiunge che si tratta di una cifra doppia, rispetto a quella investita, per questo stesso territorio dalla Cassa del Mezzogiorno nel suo periodo d’oro.

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Vero, ma intanto, il Sud si vedrà recapitare (sempre ammesso che davvero arrivino) ben 60 miliardi in meno di quelli potenziali e, di più, ci ha già rimesso i 17 miliardi di sua competenza del Fondo di Sviluppo e Coesione che sono stati assorbiti dal Pnrr. Certo, la Carfagna ha detto che saranno restituiti a mano mano che arriveranno le risorse “recovery” da Bruxelles. Voi ci credete? E la Carfagna, ne è convinta?

Personalmente, assolutamente, no! E chi s’interessa da sempre delle questioni legate al Mezzogiorno e alle ragioni del suo mancato sviluppo, sa bene il perché. Indubbiamente, se il Sud non cresce è anche colpa dei meridionali che troppo spesso si sono lasciati soggiogare da promesse faraoniche, per poi accontentarsi di un po’ di elemosine, per sopravvivere.

Ma anche di politici e giornalisti meridionali che alla ricerca del loro posto al sole del potere e delle grandi redazioni giornalistiche dell’altraItalia, hanno sempre preferito perseguire le proprie ambizioni, piuttosto che quelle della nostra terra.

Ma anche di governi strabici (figli ed eredi di una similfintaunità) che ha sempre considerato il Mezzogiorno non come una risorsa da difendere per poter crescere, bensì come un pallone da calciare nelle tribune quando bisognava guadagnare tempo, per poi rimetterlo al centro del campo in occasione delle campagne elettorali. Certo, è da “ricovero”. Ma “così è se vi pare”.

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