Il documentario debutta questa sera al Prix Italia
Le pietre dell’Aquila non raccontano soltanto la bellezza di una città. Conservano vicende, trasformazioni e passaggi di potere che Roberto Litta ricompone davanti alla telecamera, trasformando l’architettura in una porta d’accesso alla storia. È il filo conduttore di «Memorie Italiane: le meraviglie dell’Aquila», il documentario in anteprima questa sera, 1° ottobre, alle 19 al Teatro San Filippo, tra gli appuntamenti del Prix Italia.
Critico d’arte e scrittore, Litta non assume semplicemente il ruolo di guida. Nel film diretto da Alfio D’Agata collega luoghi ed epoche differenti, cercando dietro le architetture le vicende che hanno contribuito a costruire l’identità del capoluogo abruzzese. Il documentario, prodotto da Cine 1 Italia in collaborazione con Rai Documentari, dura 55 minuti e arriva nell’anno in cui L’Aquila è Capitale italiana della Cultura: un’occasione per mostrare ciò che la città conserva e, insieme, quello che continua a produrre.
I monumenti diventano pagine di storia
Il percorso attraversa alcuni dei luoghi più riconoscibili dell’Aquila: la Fontana delle 99 Cannelle, la Basilica di Santa Maria di Collemaggio, Palazzo Camponeschi e piazza del Duomo. La macchina da presa, però, non si ferma alla loro dimensione monumentale. Ogni tappa diventa il punto di partenza per riaprire una pagina della storia cittadina, tra governi, trasformazioni, equilibri e passaggi che hanno lasciato un segno sulla forma stessa della città.
L’architettura assume così il valore di un archivio a cielo aperto: facciate, piazze ed edifici custodiscono vicende che superano la loro funzione e permettono di seguire l’evoluzione della comunità aquilana attraverso i secoli. È in questa lettura che il documentario prova a spostare lo sguardo oltre l’immagine più immediata dei monumenti, per ricostruire ciò che essi hanno rappresentato nel tempo.
Dalla storia all’Aquila che produce cultura
A un certo punto il racconto si sposta sul presente. Entrano nel viaggio l’Accademia di Belle Arti, il Teatro Comunale d’Abruzzo e il MAXXI L’Aquila: realtà differenti, accomunate dalla capacità di produrre cultura e non soltanto di conservarla. A raccontarle sono anche i protagonisti che vi lavorano, chiamati a descrivere dall’interno la vita culturale della città.
«Raccontare L’Aquila significa tenere insieme la profondità della sua storia e la vitalità del suo presente. Con questo documentario abbiamo voluto restituire non soltanto la straordinaria bellezza del suo patrimonio, ma la capacità di una città di continuare a produrre cultura e a immaginare il proprio futuro», sottolinea Luigi Del Plavignano, direttore di Rai Documentari.
L’anteprima al Prix Italia e poi RaiPlay
La presentazione al Prix Italia inserisce il documentario in una manifestazione internazionale dedicata alla capacità della radio, della televisione e dei nuovi linguaggi digitali di raccontare il presente. All’anteprima del Teatro San Filippo saranno presenti Del Plavignano e Roberto Litta.
Dal 7 ottobre «Memorie Italiane: le meraviglie dell’Aquila» sarà disponibile su RaiPlay. Cinquantacinque minuti per attraversare le diverse immagini della città: quella costruita nei secoli, quella custodita nei suoi edifici e quella ancora in trasformazione, nell’anno in cui L’Aquila è Capitale italiana della Cultura.




