Circolando per Torre Annunziata è difficile non avere una sensazione di abbandono e pressapochezza. Ci sono intere strade dissestate e altre rattoppate alla meglio, con carreggiate segnate da avvallamenti e dislivelli. Negli ultimi tempi, poi, si sono moltiplicati i lavori ai sottoservizi che, una volta conclusi, in diversi casi hanno lasciato le arterie cittadine in condizioni persino peggiori di prima. Emblematico il caso di via Gino Alfani: già fortemente deteriorata qualche mese fa, dopo gli ultimi interventi appare oggi ulteriormente compromessa.
Su questa situazione interviene Oplonti Futura, che ha inviato una formale segnalazione alla Commissione Straordinaria del Comune chiedendo «interventi immediati di verifica» sui numerosi ripristini effettuati dopo i lavori ai sottoservizi da parte di GORI e di altri operatori. Il punto, si legge nel documento, è che «non basta eseguire i lavori: bisogna garantire che vengano realizzati correttamente, nel rispetto delle regole e con adeguati controlli da parte dell’Amministrazione».
L’iniziativa nasce anche dalle numerose segnalazioni ricevute dai cittadini. Per Oplonti Futura la frequenza e la diffusione dei problemi non consentono più di parlare di singoli episodi: «Diverse strade cittadine presentano ripristini caratterizzati da disomogeneità, avvallamenti, rifacimenti poco uniformi e interventi che sembrano non rispettare pienamente il principio del ripristino a regola d’arte del suolo pubblico». E la questione non è soltanto estetica: riguardano anche «la sicurezza della circolazione, la corretta gestione delle acque meteoriche, la manutenzione delle infrastrutture cittadine e la tutela del patrimonio storico della città».
Via Caravelli e il basolato di via Gino Alfani
Tra le situazioni segnalate c’è via Caravelli, dove i lavori di riasfaltatura hanno interessato anche tombini e chiusini. Oplonti Futura richiama l’attenzione sulle conseguenze che una loro copertura o alterazione può avere «sulla funzionalità dei sottoservizi, sulle attività di manutenzione e sul corretto deflusso delle acque», tema particolarmente rilevante con l’avvicinarsi della stagione delle piogge.
A via Gino Alfani il problema riguarda invece una pavimentazione storica in basolato ricoperta con l’asfalto. Il Regolamento comunale per la manomissione del suolo pubblico prevede procedure specifiche per la tutela delle pavimentazioni lapidee e degli elementi di pregio: basoli, lastre di pietra e altre pavimentazioni storiche devono essere adeguatamente documentati e ripristinati secondo la configurazione originaria, «evitando interventi che possano comprometterne il valore storico e architettonico».
Lo stesso Regolamento impone obblighi precisi a chi interviene sul suolo pubblico, dal corretto mantenimento di chiusini, pozzetti e griglie al ripristino delle aree interessate da cedimenti o irregolarità. Nei casi di mancata esecuzione a regola d’arte sono previste anche penalità e interventi sostitutivi.
Con la PEC, Oplonti Futura chiede quindi alla Commissione Straordinaria di avviare un censimento delle strade interessate dai lavori sui sottoservizi, effettuare sopralluoghi tecnici e verificare la conformità dei ripristini alle autorizzazioni rilasciate. Dove emergano irregolarità, la richiesta è di procedere con le misure previste dai regolamenti comunali.
D’Avino: «Le strade appartengono alla comunità»
«Abbiamo ritenuto necessario portare nuovamente all’attenzione dell’Amministrazione una problematica che riguarda direttamente la qualità della vita dei cittadini e la tutela del patrimonio della nostra città – dichiara Lucio D’Avino, ex consigliere comunale ed esponente di Oplonti Futura –. Negli anni abbiamo più volte evidenziato la necessità di un controllo più rigoroso sugli interventi che interessano il suolo pubblico. Le strade appartengono alla comunità e devono essere tutelate con attenzione, soprattutto quando vengono coinvolti elementi che rappresentano la storia e l’identità di Torre Annunziata».
«Non chiediamo interventi straordinari, ma semplicemente che vengano applicate le regole già esistenti – prosegue D’Avino –. Il Comune dispone degli strumenti per verificare, contestare eventuali irregolarità e pretendere dai soggetti responsabili il corretto ripristino delle aree interessate. Serve un sistema di controllo costante, non una gestione che intervenga soltanto dopo che i problemi si sono manifestati». La richiesta conclusiva è che chiunque intervenga sul territorio comunale tenga presente che «il suolo pubblico non è uno spazio senza regole, ma un bene collettivo da preservare». Per Oplonti Futura, controlli effettivi, responsabilità chiare e rispetto delle norme devono essere alla base di ogni intervento che riguarda la città.




