Rispoli (FdI): «San Gregorio Armeno non si tocca, difendiamo un patrimonio identitario di Napoli»

Il vicepresidente cittadino: «Solidarietà agli artigiani e agli operatori»

«Esprimo la mia piena solidarietà agli artigiani e agli operatori di San Gregorio Armeno che oggi hanno scelto di promuovere uno sciopero simbolico delle botteghe per richiamare l’attenzione delle istituzioni sul futuro della storica strada dei presepi». Lo dichiara Luigi Rispoli, vicepresidente del Coordinamento cittadino di Fratelli d’Italia Napoli.

«San Gregorio Armeno – sottolinea Rispoli – non è una strada commerciale come le altre. È un luogo simbolo di Napoli, conosciuto in tutto il mondo per la tradizione artigianale presepiale che da generazioni rappresenta una parte fondamentale della nostra cultura, della nostra storia e della nostra identità. Difendere questa tradizione non significa essere contrari al cambiamento o alla presenza di nuove attività commerciali, ma significa avere la consapevolezza che lo sviluppo di un territorio debba essere compatibile con la sua storia e con le sue vocazioni».

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«Gli artigiani – prosegue – pongono una questione che merita di essere ascoltata con attenzione: quale modello di sviluppo vogliamo per San Gregorio Armeno? È necessario aprire un confronto serio e concreto tra operatori, residenti e istituzioni, affinché la crescita commerciale e turistica non finisca per snaturare proprio ciò che rende questo luogo unico e attrattivo».

«Non possiamo correre il rischio che la progressiva trasformazione della strada dei presepi finisca per mettere in secondo piano le botteghe artigiane e una tradizione che costituisce un patrimonio immateriale della città. Napoli deve saper coniugare turismo, commercio e innovazione con la tutela delle proprie eccellenze».

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«Chiediamo pertanto al Comune di Napoli di ascoltare le istanze degli operatori e di avviare quanto prima un tavolo di confronto sul futuro di San Gregorio Armeno. La strada dei presepi deve continuare a vivere e a rinnovarsi, ma senza perdere la propria anima». «San Gregorio Armeno non si tocca: tutelare i suoi artigiani significa difendere una parte autentica dell’identità di Napoli», conclude Rispoli.

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