Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, Alesse: le nuove sfide tra innovazione e lotta all’illegalità

E-commerce, il dg: «Il nuovo sistema di dazi riequilibra la concorrenza con l’Asia»

Roberto Alesse è direttore generale di ruolo della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Laureato in giurisprudenza e scienze politiche con il massimo dei voti, ha ricoperto numerosi e importanti incarichi istituzionali nelle amministrazioni centrali dello Stato. È stato Consigliere giuridico del Vice Presidente del Consiglio dei ministri e del Ministro degli affari esteri, Capo di gabinetto del Presidente della Camera dei deputati, Presidente dell’Autorità di garanzia per gli scioperi nei servizi pubblici essenziali, Direttore generale del personale del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio, Capo di gabinetto del Ministro per la protezione civile e per le politiche del mare.

Da gennaio 2023 è Direttore dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli. Autore di molte pubblicazioni giuridiche, è esperto di appalti pubblici e di organismi di vigilanza. È Grande Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana.

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Da quando è alla guida dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM) dal gennaio 2023 (con incarico recentemente rinnovato all’inizio del 2026), si conferma una delle figure chiave per la tutela economico-finanziaria dell’Italia, gestendo un’amministrazione strategica da circa 15.000 dipendenti.
L’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli è al centro di una profonda trasformazione istituzionale, focalizzata su due pilastri fondamentali: l’innovazione tecnologica e il contrasto all’illegalità. Vi è corso una forte spinta verso la digitalizzazione totale degli adempimenti fiscali legati ai prodotti energetici.

Intelligenza artificiale e lotta alla contraffazione

Direttore Alesse, l’Agenzia ha integrato l’Intelligenza Artificiale (come l’applicazione “Autentica”) nei processi doganali. In che modo questa tecnologia sta cambiando concretamente i tempi di sdoganamento e la capacità di intercettare merci contraffatte?

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«Le nuove tecnologie hanno già trasformato il modo di operare delle Amministrazioni doganali, consentendo controlli sempre più mirati e tempestivi. Un esempio concreto è “Autentica”, l’applicazione sviluppata con il nostro partner tecnologico Sogei che, attraverso algoritmi di computer vision, analizza le immagini dei prodotti e individua possibili casi di contraffazione. Questo strumento permette ai nostri funzionari di orientare più rapidamente le verifiche, senza rallentare i flussi commerciali. Il nostro obiettivo è una dogana che interviene dove necessario, coniugando velocità degli scambi, sicurezza e tutela del Made in Italy».

Accise sui prodotti energetici, la sfida della digitalizzazione

La digitalizzazione totale della Pubblica Amministrazione è un obiettivo ambizioso. Quali sono i prossimi passi per la telematizzazione completa delle accise sui prodotti energetici?

«La completa digitalizzazione del mondo Accise rappresenta una delle priorità strategiche dell’Agenzia. Abbiamo già compiuto importanti progressi con l’introduzione dell’e-DAS, il documento elettronico che accompagna la circolazione dei prodotti energetici, e con la telematizzazione delle contabilità. Il prossimo passo consisterà nell’estendere progressivamente questi strumenti all’intera filiera distributiva, integrando documentazione, registrazioni contabili e controlli in un ecosistema digitale unitario. Vogliamo superare definitivamente la frammentazione degli adempimenti, semplificando il rapporto con gli operatori economici e rafforzando, contemporaneamente, la tracciabilità dei prodotti e la capacità di contrasto alle frodi».

Mini pacchi, nuovi dazi e 250 milioni di euro di incassi

I flussi dell’e-commerce internazionale extra-UE continuano a crescere a ritmi vertiginosi. Come si stanno muovendo le Dogane italiane per garantire che l’introduzione del nuovo dazio sui “mini pacchi” non crei colli di bottiglia nei principali hub aeroportuali?

«In realtà, i numeri del 2026 mostrano un calo complessivo delle spedizioni di merci vendute a distanza, i cosiddetti “mini pacchi”, di circa il 30% e sembra che il fenomeno non si riferisca solo ai pacchi destinati ai consumatori italiani, ma che abbia interessato, in generale, tutta l’Unione europea. In ogni caso, l’Agenzia si è mossa per diminuire al minimo l’impatto del nuovo dazio europeo, non abbiamo registrato rallentamenti o blocchi sui flussi commerciali a seguito della sua introduzione».

Qual è il primo bilancio economico ed extra-erariale di questa misura di contrasto alla concorrenza sleale dei grandi marketplace asiatici?

«Se venisse confermato il trend delle importazioni in Italia per l’anno 2026, solo per i dazi, che sono una risorsa propria dell’UE, l’incasso ammonterebbe a circa 250 milioni di euro. C’è da aggiungere che dal 1° novembre, oltre al dazio, tutte le dogane riscuoteranno 2 euro per articolo come tassa di gestione, tassa introdotta dal nuovo Codice doganale europeo. Il nuovo sistema di tassazione dell’Unione europea ha sicuramente bilanciato, almeno sotto il profilo squisitamente economico, la convenienza dei prodotti asiatici rispetto a quelli europei».

Gioco illegale, oscurati 1.428 siti internet

ll settore dei giochi garantisce miliardi di euro alle casse dello Stato, ma è costantemente nel mirino delle organizzazioni criminali. Quali sono le nuove frontiere del web sommerso che ADM sta monitorando per bloccare i siti di scommesse illegali?

«Il settore del gioco è aggredibile da varie forme di criminalità, anche quella organizzata transnazionale.
L’Agenzia si sta muovendo su più fronti. Con la costante attività di monitoraggio della rete Internet rileviamo i siti degli operatori non concessionari che offrono gioco illegalmente e procediamo alla loro inibizione. In particolare, già nel corso di quest’anno abbiamo oscurato 1428 siti internet. Lo scorso 13 ottobre, l’Ufficio preposto ha emanato un ordine d’inibizione verso gli Internet service provider di 381 siti, il numero più alto in un solo provvedimento degli ultimi 10 anni. La migliore formazione del nostro personale, la collaborazione con l’Autorità giudiziaria e le Forze di polizia, nonché l’utilizzo di software sempre più avanzati, anche basati sull’Intelligenza Artificiale, sono tutte armi di contrasto al gioco illegale che quotidianamente mettiamo in campo».

Frodi e traffici illeciti, la cooperazione con le autorità europee

Il coordinamento internazionale è fondamentale: come si inserisce l’azione di ADM nel quadro delle nuove direttive europee antifrode e sulla sicurezza delle frontiere esterne?

«L’azione dell’Agenzia si inserisce a pieno titolo nel sistema europeo di tutela degli interessi finanziari e della sicurezza, con una crescente integrazione tra funzione doganale e law enforcement. La collaborazione con l’Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF) e con la Procura europea (EPPO) rafforza la nostra capacità di contrasto alle frodi e ai fenomeni criminali transnazionali. La cooperazione internazionale rappresenta, quindi, uno strumento prezioso grazie alla mutua assistenza, allo scambio informativo e alla partecipazione ai gruppi di lavoro europei. La sicurezza delle frontiere assume, così, una dimensione non soltanto fiscale, ma anche economica e di sicurezza, comprendendo contraffazione, traffici illeciti e tutela del consumatore. In sintesi, l’Agenzia opera come snodo nazionale di una rete europea di prevenzione, intelligence e contrasto, nella quale coordinamento e condivisione delle informazioni diventano essenziali per proteggere frontiere, mercato e interessi finanziari dell’Unione. In particolare, la Direzione antifrode, anche attraverso la Rete nazionale antifrode, sviluppa intelligence e analisi dei rischi sui flussi commerciali, orientando i controlli verso le operazioni maggiormente esposte a fenomeni illeciti e rendendo omogenea l’azione di prevenzione e contrasto su tutto il territorio nazionale».

Lei si è spesso espresso a favore del rafforzamento dell’assetto pubblico della dirigenza, criticando le logiche di privatizzazione del pubblico impiego. Di quali figure professionali ha bisogno, oggi, ADM per affrontare la transizione digitale?

«La trasformazione digitale non può essere affidata esclusivamente alle nuove tecnologie, ma richiede un investimento nella qualità della dirigenza pubblica e nelle competenze del personale. Abbiamo bisogno di ingegneri informatici, analisti dei dati, specialisti in cybersicurezza, economisti capaci di comprendere le implicazioni dell’innovazione. Il dirigente pubblico del futuro dovrà saper coniugare competenza amministrativa, visione strategica e conoscenza tecnologica. Sono convinto che la modernizzazione dello Stato passi dal rafforzamento delle sue professionalità, non dall’indebolimento della sua identità pubblicistica».

Gestire una macchina complessa da circa 15 mila dipendenti richiede un continuo ricambio generazionale. Come intendete attrarre i giovani talenti legati alle nuove tecnologie?

«Attrarre giovani talenti significa rendere la PA un luogo nel quale sia possibile contribuire concretamente all’innovazione del Paese. L’Agenzia sta investendo nel ricambio generazionale grazie a nuove procedure concorsuali da me fortemente volute, oltre che a percorsi formativi e collaborazioni con il mondo universitario. Vogliamo offrire ai giovani l’opportunità di lavorare su progetti avanzati di sicurezza informatica e analisi dei big data. La nostra ambizione è costruire un’Amministrazione nella quale l’esperienza preziosa delle generazioni precedenti incontri le necessarie competenze digitali di quelle nuove».

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