Le procedure resteranno ferme in attesa della Corte d’Appello
L’appello del governo trova una prima sponda tra le imprese dell’indotto ex Ilva. Aigi e Confederazione Aepi hanno scelto «per senso di responsabilità» di sospendere le procedure di licenziamento già annunciate.
La decisione arriva dopo l’incontro a Palazzo Chigi tra il governo e le associazioni datoriali sulla situazione dell’ex Ilva di Taranto. In quella sede, a quanto si apprende, l’esecutivo ha invitato le aziende a fermare almeno temporaneamente le procedure fino alla decisione della Corte d’Appello di Milano. Aigi e Confederazione Aepi, tra le associazioni maggiormente rappresentative delle imprese coinvolte, hanno quindi accolto la richiesta.
Mantovano: «Una vera e propria tempesta»
Il quadro resta particolarmente delicato. Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, secondo quanto si apprende, ha definito quella in corso sull’ex Ilva «una vera e propria tempesta destinata a generare ripercussioni occupazionali e sociali». Mantovano ha inoltre ricordato che il governo, fin dal proprio insediamento, ha assunto la responsabilità di affrontare la difficile situazione dell’ex Ilva, passando attraverso diversi snodi impegnativi, dall’esclusione di Arcelor Mittal alle continue interlocuzioni con l’Unione europea per reperire le risorse necessarie.
La sospensione interviene in un contesto segnato da numeri pesanti sul fronte occupazionale. L’indotto ex Ilva aveva infatti comunicato 2.500 licenziamenti collettivi da parte di 28 aziende associate ad Aigi, in conseguenza dello stop dell’area a caldo entro la fine di ottobre. Confapi aveva inoltre annunciato che altre 1.700 persone potrebbero essere prossimamente interessate da licenziamenti collettivi e cassa integrazione. La risposta positiva di Aigi e Confederazione Aepi congela dunque, almeno per il momento, una parte delle procedure annunciate, in attesa della decisione della Corte d’Appello di Milano.



