Campi Flegrei, la Procura accende un faro sui fondi non utilizzati per i costoni a rischio

Il ministro Giuli a Pozzuoli: «Governo non si nasconde»

La forte scossa di venerdì sera non ha provocato soltanto paura, danni e sgomberi. Il terremoto nei Campi Flegrei ha riaperto anche il nodo degli interventi di prevenzione finanziati ma non ancora realizzati sui costoni più vulnerabili. Su questo fronte si è attivata la Procura di Napoli, che ha avviato l’acquisizione degli atti relativi alla messa in sicurezza di alcune pareti rocciose considerate pericolose. L’attività si trova ancora in una fase preliminare: il fascicolo ha carattere meramente esplorativo, non contiene ipotesi di reato e non registra iscrizioni nel registro degli indagati.

A esaminare la documentazione sono i magistrati della sezione «lavoro e colpe professionali», coordinata dal procuratore aggiunto Antonio Ricci. Gli approfondimenti dovranno ricostruire anche l’utilizzo delle risorse destinate agli interventi, dal momento che i fondi stanziati per la sicurezza dei costoni risultano, allo stato, ancora inutilizzati.

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Il cedimento a Pozzuoli e i massi sulle auto

Tra gli episodi destinati a entrare nell’esame della magistratura c’è quanto avvenuto in via Gerolomini, a Pozzuoli. La scossa di magnitudo 4.7, localizzata nei Campi Flegrei, ha provocato il distacco di una porzione del costone del Monte Olibano, facendo precipitare grandi blocchi di roccia verso lo spiazzo davanti a una palazzina. I massi hanno investito auto e scooter parcheggiati, schiacciandone alcuni e causando anche feriti gravi. Soltanto per una coincidenza il bilancio non è stato ancora più pesante.

La sequenza del cedimento, ripresa in un video diventato rapidamente virale sui social, mostra le rocce staccarsi dalla parete e piombare al suolo. Alcuni blocchi si frantumano nell’impatto, sollevando detriti e una fitta nube di polvere bianca; altri rimangono interi dopo la caduta. Nel giro di pochi istanti lo spiazzo viene ricoperto dal materiale roccioso, mentre tra gli abitanti scesi in strada si diffondono paura e concitazione.

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Giuli visita l’Anfiteatro Flavio: «Servono risposte immediate»

L’emergenza flegrea ha modificato anche il programma della visita in Campania del ministro della Cultura Alessandro Giuli. Prima di raggiungere Pompei, dove era atteso per la presentazione della ricostruzione scientifica in bronzo del Canone di Policleto, ottenuta dalle matrici della storica Fonderia Chiurazzi, il rappresentante del governo ha effettuato un sopralluogo a Pozzuoli.

Giuli ha voluto verificare personalmente «lo stato dei luoghi» all’Anfiteatro Flavio e manifestare vicinanza alle comunità colpite dal sisma e dal bradisismo. «L’esasperazione delle persone va soddisfatta, va monitorata e bisogna corrispondere alle esigenze di persone che naturalmente hanno necessità di assistenza. Io sono qua a dimostrazione che il governo non si nasconde», ha dichiarato rispondendo ai cronisti.

«Come ministro della Cultura sono lì ad assicurare la nostra vigilanza, la nostra presenza, la nostra tutela su beni archeologici di straordinario valore storico», ha affermato Giuli, ricordando che quel patrimonio rappresenta anche una fonte di occupazione per il territorio. Le persone coinvolte nell’emergenza, ha aggiunto, «hanno bisogno di risposte immediate e noi siamo qui per darle».

Alla richiesta di assumere un impegno formale dopo il nuovo sciame sismico, il ministro ha replicato: «Le promesse, in genere, si mantengono prima di farle, quando uno fa politica. Io sono qua a dimostrazione che il governo non si nasconde».

Il patrimonio archeologico

Sul versante archeologico, Giuli ha definito la situazione «sotto controllo, anche se dobbiamo misurarla». Le verifiche condotte finora non avrebbero evidenziato danni gravi alle strutture principali del patrimonio culturale flegreo, mentre sono già state attivate le procedure previste per gli interventi di somma urgenza.

«Il patrimonio culturale viene costantemente monitorato e ci predisponiamo a esaminare la questione con un tavolo dedicato», ha assicurato il titolare del MiC. Gran parte delle strutture, secondo quanto riferito, era già protetta o interessata da attività di consolidamento. «I piccoli crolli verificatisi non hanno interessato in modo grave le strutture», ha precisato. Sul fronte istituzionale è previsto anche un nuovo appuntamento a Napoli. Mercoledì il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi parteciperà in Prefettura a un incontro con i sindaci dell’area flegrea.

Duecento abitazioni da sgomberare, possibile l’impiego dei rocciatori

Sul territorio prosegue intanto il lavoro dei Vigili del fuoco. Il comandante provinciale di Napoli, Giuseppe Paduano, ha riferito che tra Pozzuoli e Monte di Procida sono stati individuati 18 edifici danneggiati, mentre le unità abitative interessate dagli sgomberi sono 200.

«Da venerdì stiamo lavorando per rispondere alle chiamate dei cittadini afflitti, come noi, da questo caldo asfissiante che sta rendendo tutto ancora più difficile», ha sottolineato Paduano. Le squadre sono impegnate senza sosta nelle verifiche e nell’assistenza alle persone coinvolte.

Per affrontare le condizioni del Monte Olibano potrebbe essere mobilitato anche un nucleo specializzato di rocciatori. Il loro intervento servirebbe ad avviare le prime operazioni urgenti di messa in sicurezza della parete parzialmente franata a causa del movimento tellurico, dalla quale si sono staccati i pesanti blocchi che hanno investito i veicoli parcheggiati in via Gerolomini e provocato feriti.

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