Torre Annunziata, riaperto l’Ipogeo delle Anime della Basilica della SS. Maria della Neve

Il luogo sacro torna visitabile dopo i lavori di riqualificazione

Torre Annunziata riscopre l’Ipogeo delle Anime della Reale Arciconfraternita di Santa Maria del Suffragio e delle Anime del Purgatorio, restituendo così alla comunità locale un luogo di diritto pregno di storia.

Nel tardo pomeriggio di domenica 2 agosto, l’Ipogeo delle Anime della Reale Arciconfraternita di Santa Maria del Suffragio e delle Anime del Purgatorio è stato presentato in una veste rinnovata a quanti sono intervenuti per la sua riapertura. Il risultato è frutto dell’impegno profuso da don Paolino Franzese, Parroco Rettore della Basilica pontificia di Maria SS. della Neve, il quale, dopo mesi di lavoro, ha portato a termine la prima parte del progetto di riqualificazione del complesso chiesastico dell’Annunziata che prevede anche la ristrutturazione della cappella del Suffragio. La genesi dell’opera era stata avviata dalle mani dell’esimio Monsignore Raffaele Russo, scomparso il 22 febbraio 2024.

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L’incontro, presentato da Vincenzo Marasco, presidente del Centro Studi Storici “Nicolò d’Alagno” (che da anni cura l’aspetto culturale dell’ipogeo con il prezioso supporto del prof. Felicio Izzo), e da don Paolino, è stato un’occasione importante per ripercorrere la storia del luogo, arricchita dalle analisi filosofiche e antropologiche esposte dal prof. Izzo.

La storia dell’Ipogeo

L’Ipogeo delle Anime fu aperto alle sue funzioni nel 1661, pochi anni dopo la terribile peste del 1656 che decimò la popolazione napoletana e quella di Torre Annunziata, per volere dei confratelli e delle consorelle dell’antica Confraternita di Santa Maria delle Grazie e delle Anime dei morti, con lo scopo di offrire un’opera pia ai meno abbienti e un supporto all’antico luogo di sepoltura allora in uso presso la parrocchia dell’A.G.P. La Congregazione, che per decenni portò avanti la sua opera sociale, venne rifondata nel 1717 con il titolo di Santa Maria del Suffragio e delle Anime del Purgatorio, ottenendo il 30 giugno 1766 il regio assenso da re Ferdinando IV.

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Nei decenni seguenti alla sua fondazione, l’Ipogeo delle Anime divenne un riferimento essenziale affinché anche i più poveri potessero godere degli stessi diritti di chi poteva permettersi il pagamento del mortorio e, dunque, dello Jus Mortuorum richiesto dai RR.PP. Celestini, che reggevano la parrocchia e il convento dell’Annunziata.

Interdetto il 5 settembre 1806 per effetto dell’Editto di Saint-Cloud emanato dai Napoleonidi, l’Ipogeo delle Anime perse la sua funzione originaria, ma non il valore di fede legato al culto dei defunti. Riscoperto nel 2001 per volontà di Monsignore Russo e riaperto alle visite dei fedeli grazie al personale della parrocchia, oggi il luogo viene restituito nel suo splendore, conservando al contempo la sacra austerità che lo contraddistingue.

Chi in futuro vorrà visitarlo, previo appuntamento organizzato dai membri del Centro Studi Storici “Nicolò d’Alagno”, cui don Paolino Franzese e il direttivo dell’Arciconfraternita ne hanno affidato la gestione, scendendo nei suoi ambienti verrà accolto da un’epigrafe che recita: «MISEREMINI MEI, MISEREMINI MEI, SALTEM VOS AMICI MEI» («Abbiate pietà di me, abbiate pietà di me, almeno voi, amici miei»). È un chiaro richiamo a quell’opera pia e misericordiosa, volta a garantire a chiunque un degno commiato.

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