Obiettivo 100mila alloggi nell’arco di dieci anni
Il governo incassa la fiducia del Senato sul Piano casa e chiude l’iter del decreto. Il provvedimento, già approvato dalla Camera, punta a intervenire sulle criticità del mercato immobiliare e sull’emergenza abitativa. A Palazzo Madama la fiducia posta dall’esecutivo è passata con 106 voti favorevoli, 62 contrari e due astenuti. Il disegno di legge di conversione, in scadenza il 6 luglio, è stato così varato in via definitiva.
«Il Senato approva in via definitiva il Piano casa: dalle parole ai fatti», ha scritto sui social la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, pubblicando un video con alcune sue dichiarazioni pubbliche sul tema.
Nel filmato viene richiamato anche l’intervento al Meeting di Rimini del 2025, quando Meloni annunciò che tra le «priorità» del governo c’era «un grande Piano casa a prezzi calmierati per le giovani coppie».
Salvini: «Adesso bisogna correre»
Al voto ha partecipato anche Matteo Salvini, senatore e leader della Lega, che insieme alla premier ha sostenuto il provvedimento. Il ministro delle Infrastrutture ha espresso soddisfazione dopo l’approvazione.
«Sono molto contento. Dopo anni di chiacchiere, avere i soldi, il personale e la legge che permette di sistemare più di 60.000 case pubbliche oggi vuote nell’arco di pochi mesi, non di qualche anno, e di restituirle a chi è in lista d’attesa da tanti anni in tutta Italia è qualcosa che mi rende orgoglioso», ha detto Salvini ai cronisti. Poi l’indicazione: «Adesso bisogna correre».
Foti: «Reso concreto il diritto alla casa»
Il ministro per gli Affari europei, il Pnrr e le politiche di coesione, Tommaso Foti, ha rivendicato la linea dell’esecutivo: «Il governo Meloni ha reso concreto il diritto alla casa, trasformando gli impegni in risultati dopo anni in cui il disagio abitativo è stato evocato dalle opposizioni senza interventi strutturali adeguati».
Secondo Foti, il provvedimento affronta «in modo organico» le difficoltà del mercato immobiliare, con l’obiettivo di realizzare circa 100mila alloggi in dieci anni. L’investimento previsto è di 10 miliardi di euro, di cui 3,8 dalla riprogrammazione dei fondi di Coesione.
Per il ministro è «una scelta politica precisa: mettere al centro i risultati e la concretezza, non gli annunci». L’attenzione, ha aggiunto, sarà rivolta alle situazioni di maggiore fragilità sociale e ai lavoratori che non rientrano nell’edilizia residenziale pubblica ma, pur avendo un’occupazione, non riescono ad accendere un mutuo. L’obiettivo, ha concluso Foti, è fare in modo che «il diritto alla casa smetta di essere uno slogan e diventi finalmente una realtà garantita».




