Torre Annunziata, appello alla Commissione: basta degrado in via Marconi, via le recinzioni

Dopo decenni, la città attende una soluzione definitiva

A Torre Annunziata ci sono problemi che, invece di essere risolti, vengono semplicemente recintati. Via Marconi, lungo il tratto della villa comunale, è uno degli esempi più evidenti: una chiusura installata almeno dal 2015 per motivi di sicurezza, legata al rischio del costone che sostiene l’edificio interno a Villa Parnaso, è diventata negli anni una presenza fissa. Nata come recinzione più contenuta, si è progressivamente allargata fino a occupare anche parte della strada.

Dietro quelle reti, intanto, è cresciuta una vera e propria giungla. Erbacce, sterpaglie e vegetazione fuori controllo restituiscono un’immagine di abbandono in uno dei punti più visibili della città. La sicurezza era e resta una priorità, ma una misura provvisoria non può diventare eterna, soprattutto quando finisce per peggiorare decoro, viabilità e sicurezza urbana.

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Il caso di via Marconi non è isolato. A Torre Annunziata sono numerosi i palazzi transennati o recintati per pericolo di crollo, come accade anche in via Castello e in altre zone. Recinzioni brutte, antiestetiche e spesso ingombranti, che restringono marciapiedi e carreggiate, complicano il passaggio dei pedoni, danneggiano la viabilità e trasformano interi pezzi di città in cantieri senza fine.

La Commissione straordinaria, appena insediata, non porta la responsabilità politica di questa eredità. Proprio per questo può dare un segnale concreto di discontinuità: censire le recinzioni presenti sul territorio, verificare quali siano ancora realmente necessarie, imporre pulizia e manutenzione delle aree interdette e chiarire, caso per caso, tempi e competenze degli interventi.

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L’appello ai commissari è semplice: ridiamo dignità e decoro a via Marconi e alla Villa comunale, che d’estate rappresenta il vero punto di ritrovo per tantissimi torresi, per i cittadini dei comuni vicini e per i turisti. Torre Annunziata non può continuare a coprire i problemi con reti metalliche e transenne. La svolta può cominciare anche da qui.

 

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