Dopo il crollo della Vela Rossa di Scampia, silenzio e residenti al buio: «Siamo abbandonati»

Senza luce, linea telefonica e internet da oltre un mese

Non c’è luce per Scampia. Non in senso figurato. Nel parco di via Piero Gobetti 121 è dallo scorso 19 maggio, da quando è crollata la Vela Rossa, che mancano l’energia elettrica nelle aree comuni, la linea telefonica e la connessione internet.

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A oltre un mese dall’incidente, i residenti denunciano una situazione di abbandono da parte delle istituzioni e chiedono risposte sulle tempistiche necessarie per il ripristino dei servizi essenziali. «Sono venuti per una settimana quando è avvenuto il crollo – afferma una residente – poi non li abbiamo più visti».

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Il problema che riguarda l’elettricità e la connessione sarebbe legato alla cabina elettrica rimasta coinvolta nell’area del crollo e attualmente non accessibile perché sotto sequestro insieme al resto della Vela. Da allora, raccontano gli abitanti, il complesso residenziale vive in condizioni di forte disagio, soprattutto nelle ore serali.

«Quando cala il sole siamo completamente al buio. Non si vede nulla e la sera fa paura», racconta a ilSud24.it una residente. «Prima del 19 maggio – prosegue – i miei figli, insieme ad altri bambini, giocavano nel parco. Oggi non li lascio più uscire perché ho paura che la Vela non sia stata messa in sicurezza e che possano avvenire ulteriori crolli. Continuiamo anche a pagare il servizio di illuminazione del parco, ma le luci non funzionano».

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Abbandonati e dimenticati, come emerge dal commento di un utente sotto uno dei post del presidente dell’VIII Municipalità, Nicola Nardella. «Noi del parco in cui è caduta la Vela – scrive l’utente commentando il post di Nardella – non abbiamo più linea telefonica e internet perché sotto le macerie c’era la cabina per l’energia elettrica, che non può essere ripristinata perché la Vela è sotto sequestro. È trascorso un mese: quando possiamo avere la decenza di eseguire i lavori per una nuova cabina? Bisogna aspettare le prossime elezioni? Siete stati presenti una sola settimana, poi siete scomparsi come al solito».

Gli fa eco la moglie, che a ilSud24.it ha dichiarato: «Non è normale che abbiano lasciato la Vela così, crollata. Hanno transennato l’area intorno al crollo, siamo chiusi, ma abbiamo sempre paura che possa cadere e che possa accadere un’altra disgrazia».

Le altre criticità

Ma il crollo della Vela Rossa non è l’unico problema denunciato dai cittadini. L’episodio avrebbe infatti riportato alla luce criticità strutturali già presenti nel complesso residenziale. «Quando è crollata la Vela – ha proseguito la donna – abbiamo mostrato alle istituzioni competenti anche gli altri problemi del parco. Il mio garage sta cadendo a pezzi. La signora del piano di sopra ha i pavimenti che hanno ceduto, tanto che temo ci sia il rischio che un giorno possa crollare tutto e che io possa ritrovarmela sul mio pianerottolo perché è sprofondata nel pavimento. Sono tutte cose che abbiamo denunciato e a cui ho fatto riferimento. Ci risposero che le avrebbero prese in carico, ma non è più venuto nessuno. Sono scomparsi, siamo stati abbandonati. Non so più a chi chiedere».

Alla preoccupazione per la sicurezza si aggiunge il malcontento per i costi che continuano a gravare sulle famiglie. «Paghiamo regolarmente il canone dell’abitazione – ha aggiunto la residente –, il rateizzo della vecchia Vela e anche il servizio di illuminazione del parco. Eppure siamo al buio. Nel 2026 una situazione del genere è inammissibile».

Gli appartamenti di via Piero Gobetti 121 sono stati assegnati negli ultimi anni a numerose famiglie provenienti dalle Vele abbattute. Dopo anni di attesa per ottenere una nuova casa, molti residenti si ritrovano oggi a fare i conti con nuovi disagi e con la paura che l’area non sia del tutto sicura.

L’appello alle istituzioni è semplice: conoscere almeno i tempi necessari per il ripristino dell’energia elettrica e dei servizi essenziali. Nel frattempo, il parco resta al buio. E con esso cresce il malcontento di chi chiede soltanto di poter vivere in condizioni di sicurezza e normalità.

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