La decisione dopo l’appello presentato da Gaetano Ruggiero
Il Tribunale del Riesame di Napoli ha confermato il sequestro eseguito il 19 maggio nell’ambito dell’inchiesta su due ex consiglieri comunali di Torre Annunziata. Entrambi sono indagati per truffa continuata ai danni del Comune e falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico.
Il provvedimento era stato emesso dal gip su richiesta della Procura di Torre Annunziata, guidata dal procuratore Nunzio Fragliasso. Uno dei due ex amministratori aveva impugnato il decreto, mentre l’altro, accusato degli stessi reati, aveva scelto di non presentare ricorso al Riesame. Le condotte contestate sarebbero state commesse nella città oplontina tra ottobre 2024 e ottobre 2025. Il procedimento si trova ancora nella fase delle indagini preliminari.
L’indagine sui rimborsi per le commissioni consiliari
Gli accertamenti della Guardia di Finanza, coordinati dalla Procura di Torre Annunziata, sono partiti da una segnalazione del segretario generale del Comune. La comunicazione riguardava i gettoni di presenza e i rimborsi riconosciuti per la partecipazione dei consiglieri alle commissioni consiliari.
Secondo quanto riferito dall’ufficio inquirente, i due indagati avrebbero presentato false dichiarazioni, inducendo l’amministrazione comunale a versare indebitamente ai rispettivi datori di lavoro somme relative alle ore impiegate per prendere parte alle sedute.
I rimborsi comprendevano anche il tempo dichiarato per gli spostamenti dai luoghi di lavoro alla sede municipale e per il successivo tragitto di ritorno. Gli ex consiglieri coinvolti sono Fabio Giorgio e Gaetano Ruggiero, entrambi appartenenti alla maggioranza che sosteneva l’ex sindaco Corrado Cuccurullo.
Gli 85 minuti dichiarati e il motoveicolo del padre
L’ex consigliere che ha presentato il ricorso lavorava in un ufficio postale situato in un altro comune della provincia di Napoli. Nelle autocertificazioni avrebbe dichiarato di non possedere mezzi di locomozione intestati a proprio nome e di essere quindi costretto a servirsi dei mezzi pubblici. Sulla base di questa ricostruzione aveva indicato in circa 85 minuti il tempo necessario per raggiungere il Comune partendo dalla sede lavorativa.
Le indagini, condotte anche attraverso servizi di osservazione su strada e l’esame delle telecamere di videosorveglianza installate lungo il percorso, avrebbero però restituito un quadro differente. Pur non risultando intestatario di veicoli, l’ex consigliere avrebbe utilizzato abitualmente un motoveicolo nella propria disponibilità, formalmente intestato al padre. Il tragitto dall’ufficio postale alla sede comunale sarebbe stato inoltre completato in circa mezz’ora.
Tra ottobre 2024 e ottobre 2025 l’indagato avrebbe così indotto il Comune a erogare indebitamente all’ufficio postale 4.093,70 euro. La somma era stata riconosciuta come rimborso per le ore di permesso utilizzate per partecipare alle sedute delle commissioni consiliari.
Il rapporto di lavoro ritenuto fittizio
L’altro ex consigliere, secondo l’ipotesi investigativa, avrebbe invece costituito insieme al padre un rapporto di lavoro ad hoc, ritenuto fittizio e di fatto inesistente. La sede lavorativa indicata si trovava in un’altra regione, a una distanza da Torre Annunziata tale da giustificare un’intera giornata di assenza in occasione delle riunioni delle commissioni consiliari.
La nota della Procura riferisce che le somme indebitamente erogate dal Comune tra giugno e novembre 2025 e percepite dall’ex consigliere e dal padre ammonterebbero complessivamente a 14.162,61 euro. Il periodo indicato per questa contestazione va dal primo aprile al 30 luglio 2025.




