L’eurodeputato: «Nessun passo indietro»
La revoca dell’immunità apre la strada agli accertamenti sul caso Huawei, ma non modifica i programmi politici di Fulvio Martusciello. Dopo il voto del Parlamento europeo, la Procura federale belga potrà indagare sul presunto coinvolgimento del capodelegazione di Forza Italia nella vicenda. L’eurodeputato rivendica la propria estraneità e annuncia che consegnerà ai magistrati tutta la documentazione in suo possesso.
«C’è stato un voto politico da parte dei colleghi, che io rispetto e che consente di poter iniziare l’attività di indagine. Va bene così, non ho alcun tipo di problema», afferma il coordinatore regionale di Forza Italia in Campania. «Ho le carte che dimostrano in maniera molto chiara come sono andate le cose». Alla domanda dei cronisti sul timore di un arresto, Martusciello replica senza aggiungere altri commenti: «Sono cose che non dipendono da me».
Il caso dell’academy Huawei di Caserta
L’eurodeputato ricostruisce quindi il passaggio che lo riguarda: «Mi si addebita di aver fatto entrare alcuni ragazzi all’academy Huawei di Caserta in cambio di un supporto». Martusciello richiama però quanto sostenuto dal rettore dell’università: «In questa academy si entra con un clic e non c’è nessun tipo di selezione, ma poi l’academy non è mai partita».
Per il capodelegazione azzurro, questi elementi escluderebbero ogni suo coinvolgimento: «È un esempio emblematico della mia totale estraneità alla vicenda. E poi, figuriamoci se ho bisogno di far entrare due o tre ragazzi a un’università per essere eletto europarlamentare. Tutte queste informazioni e questi racconti fanno parte dei documenti che ho fornito quando ho svolto l’audizione in commissione Juri e che fornirò anche ora. Ho fiducia nella magistratura, ma soprattutto nelle cose che ho detto, perché quella è l’unica verità».
I contatti con Valerio Ottati
Secondo l’esponente di Forza Italia, la vicenda sarebbe stata ricostruita attraverso il materiale trovato nel computer del lobbista italo-belga Valerio Ottati. «Ci troviamo di fronte a una storia che è stata ricostruita attraverso le informazioni che quel signore aveva nel proprio computer», sostiene Martusciello. La revoca dell’immunità, aggiunge, «mi consente di poter parlare con i magistrati e far vedere loro le carte».
Il capodelegazione azzurro assicura di non aver mai incontrato Ottati. «Ho la chat con lui con sei messaggi, sei inviti, a cui ho sempre risposto che non potevo». Ottati, spiega l’europarlamentare, «svolgeva la funzione di assistente parlamentare di altri membri del Parlamento, aveva i numeri di telefono di tutti gli italiani e li invitava. Da quello che è emerso inventava incontri per avere dei bonus. Questo lo dice la polizia belga, non io. Scriveva che incontrava delle persone per poi ricavare un’utilità».
Nessun passo indietro in Forza Italia
La revoca dell’immunità non avrà conseguenze sull’attività politica. «Perché dovrei fermarmi, ci mancherebbe. Non ho sentito chi dice che devo farmi da parte», afferma ai cronisti. Il riferimento riguarda anche la lettera firmata alla fine di aprile da alcuni dirigenti locali di Forza Italia, tra i quali parlamentari, che chiedevano discontinuità nella gestione del partito in Campania. Martusciello respinge però l’idea di uno scontro interno: «L’avversario politico è al di fuori di Forza Italia e con questo ci misureremo alle elezioni politiche». Il segretario regionale separa infine la vicenda giudiziaria dalla celebrazione dei congressi: «Non sono assolutamente legate all’attività congressuale. I congressi li convoca la segreteria nazionale e non io».




