Sorelle scomparse, 300 auto nei video analizzati: si cerca la traccia decisiva

Il legale della madre: «Ricerche partite in ritardo»

Sono circa 300 i passaggi di veicoli finiti al vaglio degli investigatori dopo la scomparsa di Sarah e Alisya Di Giacinto, le due sorelle di 12 e 16 anni allontanatesi dalla casa famiglia di Civitella Alfedena. Il nono giorno di ricerche ancora senza una traccia concreta delle due minorenni, ospitate da due anni nella struttura dalla quale si sarebbero allontanate tra la tarda serata di sabato e le prime ore di domenica. Per provare a ricostruire quelle ore, l’attenzione degli investigatori si è spostata sui circuiti di videosorveglianza dei comuni dell’area.

Il lavoro più delicato riguarda le immagini registrate ad Alfedena, comune vicino a Civitella Alfedena. Da quei video sono emersi centinaia di transiti: ogni passaggio viene ora esaminato per individuare targhe, modelli di auto e dettagli che possano aiutare a capire se Sarah e Alisya siano salite su un veicolo o abbiano raggiunto un punto preciso dopo l’uscita dalla casa famiglia.

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La struttura che le ospitava, invece, non sarebbe dotata né di telecamere né di impianti di allarme. Un elemento che rende più complessa la ricostruzione dei primi momenti successivi alla scomparsa e aumenta il peso degli accertamenti sui filmati acquisiti nei centri vicini. La pista seguita con maggiore attenzione resta quella di una fuga preparata. A orientare gli investigatori in questa direzione è anche un dettaglio: le due sorelle avrebbero portato con loro abiti, trucchi e altri effetti personali.

Le verifiche sul territorio

Mentre prosegue l’analisi delle immagini, le ricerche continuano anche sul campo. Le forze dell’ordine sono affiancate dalle squadre del Soccorso alpino e speleologico della Guardia di Finanza, impegnate lungo i sentieri dell’area intorno al centro abitato.

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I vigili del fuoco stanno battendo boschi, strade e zone lacustri. Nei giorni scorsi i controlli hanno interessato anche il lago di Barrea, senza però fornire elementi utili.

«Dalle ricerche non è emerso alcun elemento utile», spiegano all’ANSA i vigili del fuoco. La complessità dell’intervento viene legata soprattutto all’estensione del territorio: «L’area da controllare è molto vasta e la situazione resta complessa. Abbiamo diverse squadre tuttora impegnate sul campo e stiamo facendo tutto il possibile».

Il falso avvistamento e le critiche sui tempi

Nelle ultime ore Stefano Di Giacinto, padre delle ragazze, è stato raggiunto anche dalla segnalazione di un presunto avvistamento. Due giovani, riprese in un video pubblicato su TikTok, erano state indicate come somiglianti a Sarah e Alisya dall’associazione Penelope, che assiste i familiari delle persone scomparse.

Gli accertamenti hanno però escluso che si trattasse delle due sorelle. Lo stesso padre, in un post sui social, ha rivolto un messaggio ai soccorritori: «Confido pienamente in tutte le forze dell’ordine e non solo. Arriverà la fine, pregando che arrivi al più presto la buona notizia».

Sul caso interviene anche Enrico Mastantuono, legale della madre delle ragazze, Valentina D’Acunto. La sua critica riguarda l’avvio degli accertamenti: «Le ricerche delle ragazze credo siano partite con ritardo», afferma, «non da ultimo perché le perquisizioni nelle abitazioni dei genitori e dei nonni sono state effettuate soltanto mercoledì 10», cioè tre giorni dopo l’allontanamento dalla casa famiglia.

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