Indagati per la pistola ceduta prima della sparatoria
Gli accertamenti sull’omicidio di Fabio Ascione hanno fatto emergere un secondo fronte, legato alla detenzione e alla cessione di una pistola. Il Gip di Napoli ha disposto il carcere per due indagati. I Carabinieri della Compagnia di Napoli Poggioreale hanno eseguito nella mattinata un’ordinanza applicativa della custodia cautelare in carcere nei confronti di due italiani di 30 e 24 anni. Il provvedimento è stato emesso dal G.I.P. del Tribunale di Napoli su richiesta della Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia.
Entrambi sono ritenuti gravemente indiziati del reato di porto e detenzione illegale di arma comune da sparo. Al solo 24enne viene contestata anche l’aggravante del metodo mafioso, riferita alla ritenuta appartenenza al clan «De Micco», operativo nel quartiere Ponticelli, nell’area Est di Napoli.
L’inchiesta è partita dall’uccisione del ventenne Fabio Ascione, avvenuta a Napoli il 7 aprile 2026. Attraverso l’analisi dei sistemi di videosorveglianza e l’escussione dei testimoni, gli investigatori avrebbero ricostruito la detenzione illegale e il porto in luogo pubblico della pistola.
L’arma sarebbe stata poi ceduta a un altro soggetto, sottoposto a fermo di indiziato di delitto il 14 aprile 2026, che subito dopo avrebbe partecipato con la stessa pistola a un conflitto a fuoco su pubblica via, alla presenza di più persone. Sulla base degli elementi raccolti, il Tribunale di Napoli ha disposto per i due indagati la custodia cautelare e la traduzione in carcere. La misura è stata adottata durante le indagini preliminari ed è impugnabile. I destinatari sono persone sottoposte alle indagini e devono essere considerati presunti innocenti fino a sentenza definitiva.



