Bambole di Pezza: la rivolta gentile del punk al femminile

La band con una formazione rinnovata e un’identità più definita

Le Bambole di Pezza nascono a Milano nel 2002 attorno alla chitarrista Morgana e debuttano con «Crash Me» per Tube Records: un mix di punk rock energico, Riot Grrrl e pop alla Prozac+, da cui arrivano i singoli «Le streghe» e «Rock’n’Roll». Subito dopo partono in tour, aprendo anche i concerti italiani degli Ska-P, e dal 2003 superano stabilmente i 70 live l’anno. A metà anni Duemila, le Bambole di Pezza vivono il loro momento più movimentato: nel 2005 Micky lascia il gruppo per trasferirsi in Spagna con Joxemi degli Ska-P, con cui darà vita ai No Relax.

L’ingresso di Rox Randisi cambia subito il passo della band, che approda ad Alternative Produzioni e incide l’album «Strike», un disco registrato in presa diretta, più ruvido, più istintivo, con all’interno una cover ironica di «Freeway» dei Bee Hive.

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L’ascesa, la pausa e il ritorno in scena

In quegli anni le Bambole diventano un volto ricorrente della tv musicale: il singolo «Strike» gira su MTV, Rock TV e All Music, dove compaiono anche come ospiti nei programmi «I Love Rock ’n’ Roll» e «Markette». Parallelamente lanciano «Rockgirls», una tournée-festival dedicata alle band femminili e alle realtà che lavorano sui disturbi alimentari e sulla violenza di genere, mentre calcano palchi italiani ed europei, da «Arezzo Wave» al «VenusRock».

Il loro nome circola anche fuori dalla musica: nel 2006 entrano nell’immaginario pop comparendo nell’episodio «Il giorno del lupo» de «L’ispettore Coliandro», interpretando la band in cui suona Nikita e portando sul set «Le streghe». Dopo questa stagione intensa, il gruppo si ferma per qualche anno e torna solo nel 2014 per celebrare i dieci anni di «Strike» con una breve serie di concerti.

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La nuova formazione e la conferma artistica

Dal 2021 le Bambole di Pezza ripartono da zero: Morgana e Dani rimettono insieme il progetto con una formazione rinnovata, Cleo alla voce, Kaj al basso e Xina alla batteria, riportando il nome storico sui palchi. Il ritorno esplode nel 2022 con l’esibizione al «Concerto del Primo Maggio» in piazza della Scala e con una serie di singoli, tra cui «Favole (mi hai rotto il caxxo)», che supera i due milioni di streaming e trascina un tour nazionale molto seguito. Nello stesso anno tornano a dividere il palco con gli Ska-P al Carroponte e pubblicano «Rumore», omaggio a Raffaella Carrà poi scelto come colonna sonora di una miniserie dedicata all’artista.

A dicembre arriva «Non sei sola», brano contro la violenza sulle donne con Jo Squillo. Il 2023 segna il passo successivo: «Dirty», terzo album prodotto da Andrea Tripodi e pubblicato da AAR Music/Universal, riafferma la loro vocazione sociale e viene poi ampliato in una versione deluxe. La band chiude l’anno aprendo i concerti di Def Leppard e Mötley Crüe all’Ippodromo di San Siro, confermando una rinascita ormai pienamente consolidata.

Tra collaborazioni, l’album «5» e un tour in corso

Negli ultimi due anni le Bambole di Pezza hanno vissuto una delle stagioni più intense della loro storia recente. Il 2024 le vede tornare al centro della scena con una serie di collaborazioni e palchi che ne amplificano il raggio d’azione: «Cresciuti male», il singolo con J-Ax, l’apertura ai Sex Pistols e la presenza all’«Ama Festival» accanto agli Editors segnano una band ormai proiettata oltre i confini del circuito punk. Il passaggio all’etichetta Nigiri, con distribuzione Sony, introduce una nuova fase creativa, inaugurata dai singoli «Stuntman» e «ZenZero».

L’anno successivo arriva «Wanted», un album che trova spazio anche nelle rotazioni radiofoniche mainstream e che accompagna la band fino al Primo Maggio di Roma e a un tour che attraversa tutta la penisola, prima della firma con EMI Records Italy a dicembre. Il 2026 consacra definitivamente il loro ritorno: il debutto a Sanremo con «Resta con me», il duetto con Cristina D’Avena in «Occhi di gatto» e l’uscita del quinto album, «5», mostrano una formazione ormai pienamente matura. Da lì parte un nuovo giro di concerti legati al tour 2026, che tocca Gatteo, Lignano Sabbiadoro, Marina di Pisa, Veroli, Argenta e Melilli, confermando una band che ha trasformato la propria rinascita in continuità.

Il brano scelto: «Orizzonte verticale»

«Orizzonte verticale» mette in scena quel momento in cui la vita cambia direzione senza preavviso: il brano racconta la vertigine di chi prova a restare in equilibrio mentre tutto si sposta, trasformando lo smarrimento in un’occasione per guardarsi dentro e ripartire con uno sguardo più nitido.

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