Il complesso sepolcrale greco sotto piazza Cavour
Il 24 giugno 2022 veniva riaperto al pubblico, nel rione Sanità di Napoli, l’ipogeo dei Cristallini, il cui nome deriva dal luogo in cui si trova, via dei Cristallini. Si tratta di una stupefacente testimonianza di pittura e architettura ellenistica risalente a 2300 anni fa. Facendo un salto nel passato, tra la fine del IV secolo a.C. e l’inizio del III, nei pressi dell’attuale piazza Cavour furono costruite alcune tombe che, col passare del tempo, furono seppellite dai vari fenomeni atmosferici e riportate alla luce soltanto nel 1889, grazie a Giovanni di Donato, durante uno scavo nel suo giardino. La scoperta portò ad alcune indagini archeologiche che durarono sino al 1896, quando riuscirono a trovarne quattro a dodici metri sotto terra.
Ogni tomba ha un proprio ingresso e ognuna di esse ha una camera superiore, a cui si accede tramite una scala, e una inferiore. I quattro ipogei sono stati identificati con le prime lettere dell’alfabeto e quello meglio conservato è il cosiddetto C, che ha la sala superiore con un tetto a doppio spiovente e un doppio fregio decorativo. La camera inferiore, invece, ha una volta a botte e, sulla parete di fondo, presenta l’altorilievo della testa di Medusa, mentre sulla parete d’ingresso troviamo l’affresco del corredo funerario composto da una brocca, due candelabri e una patera dorata sospesa, all’interno della quale sono raffigurati Dioniso e Arianna.
Per quanto riguarda gli altri tre: l’ipogeo A ha conservato solo uno dei suoi otto bassorilievi; quello B ha conservato affreschi, anfore e altari, mentre dell’ipogeo D sappiamo che è stato riutilizzato, grazie a un’iscrizione latina, durante l’epoca romana. Oggi l’Ipogeo dei Cristallini rappresenta uno dei più straordinari esempi di arte funeraria ellenistica conservati in Italia. La sua apertura al pubblico ha ridonato alla nostra città un patrimonio rimasto nascosto per oltre due millenni.



