Nuovi approfondimenti chiesti dai consulenti
Prosegue l’esame medico-legale nel caso Domenico Caliendo, il bambino morto il 21 febbraio al Monaldi di Napoli. A Bari sono state effettuate nuove valutazioni sui due cuori, con colorazioni particolari e ulteriori richieste di documentazione.
La nuova fase dell’incidente probatorio si è svolta questo pomeriggio nell’istituto di Medicina legale del Policlinico di Bari. Al centro delle verifiche ci sono il cuore nativo del piccolo, già espiantato, e l’organo prelevato a Bolzano per il trapianto, poi risultato compromesso. Domenico Caliendo aveva due anni e quattro mesi. Poco prima di Natale avrebbe dovuto ricevere un cuore nuovo, ma quando l’organo destinato al trapianto si rivelò inutilizzabile, il cuore malato era già stato rimosso.
La prosecuzione dell’attività peritale era stata annunciata il 28 aprile, durante la prima parte dell’accertamento svolta sempre a Bari. In questa seconda fase gli esperti sono passati all’analisi microscopica. L’incarico è stato affidato a un collegio di periti dal gip del tribunale di Napoli, Mariano Sorrentino. All’attività hanno partecipato i consulenti medico legali delle parti processuali interessate. Per la famiglia era presente, tra gli altri, Luca Scognamiglio.
Le valutazioni sui reperti e il quadro clinico
Alla verifica, conclusa poco fa, ha preso parte anche il professor Vittorio Fineschi, medico legale e consulente legale di Guido Oppido, cardiochirurgo e uno dei sette indagati. «Abbiamo visto tutti gli organi», ha spiegato Fineschi al termine dei lavori. Il medico legale ha riferito che sono state effettuate «colorazioni particolari» per valutare sia «il quadro del cuore espiantato» sia quello «del cuore trapiantato», insieme alla causa della morte.
Su questo punto, ha precisato, «la causa di morte non è in discussione nel senso che è chiara anche dagli atti». Il nodo, secondo il consulente, è «valutare l’insieme». Fineschi ha poi richiamato le condizioni del bambino prima del decesso: «Si tratta di un corpo umano che è rimasto in condizioni di criticità a lungo e quindi ha alterazioni d’organo». Una situazione che, ha aggiunto, rende il quadro «più complesso».
Atti incompleti e nuovi approfondimenti
Il medico legale ha ricordato che il decorso clinico «dura diversi giorni» e comprende «le alterazioni legate anche alla permanenza con l’Ecmo e non solo». Per questo, ha spiegato, «non c’è una conclusione, bisogna attendere ancora». Il collegio dei periti ha chiesto al gip di acquisire altra documentazione, poiché gli atti «non sono neanche tutti completi». Anche la difesa di Oppido, ha concluso Fineschi, ha sollecitato ulteriori approfondimenti.
Erano presenti anche Sergio Palumbo, cardiochirurgo, in rappresentanza della dottoressa Gabriella Farina; Oscar Nappi, anatomo patologo, per la Procura di Napoli; e Claudio Buccelli, medico legale, in rappresentanza della professoressa Marisa de Feo.




