L’italiano Luca Parmitano scelto dalla Nasa: sarà pilota della missione Artemis III

AstroLuca volerà con Orion nel nuovo test verso la Luna

L’Italia entra da protagonista nella missione Artemis III. La Nasa ha indicato Luca Parmitano tra i quattro astronauti che prenderanno parte al prossimo volo del programma lunare, affidandogli il ruolo di pilota della navicella Orion.

La scelta dell’astronauta italiano dell’Agenzia Spaziale Europea è stata ufficializzata durante la diretta dedicata alla nuova fase del programma Artemis, il progetto internazionale guidato dall’agenzia spaziale statunitense per riportare l’uomo sulla Luna. I nomi dell’equipaggio sono stati comunicati al Johnson Space Center di Houston da Jared Isaacman, amministratore della Nasa.

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Con Parmitano voleranno tre astronauti statunitensi: Andre Douglas, già riserva per Artemis II e specialista della capsula Orion; Frank Rubio, che nel 2022 ha partecipato alla missione Sojuz MS-22 a bordo della Stazione Spaziale Internazionale; e Randy Bresnik, astronauta e tenente colonnello del Corpo dei Marines. Bob Hines sarà invece il membro di backup.

Volo previsto per il prossimo anno

Artemis III arriverà dopo Artemis II, la missione conclusa ad aprile con il sorvolo della Luna. Il nuovo volo è previsto per il prossimo anno e resterà nell’orbita terrestre. Non sarà soltanto una tappa simbolica: servirà a verificare tecnologie e procedure indispensabili per le future operazioni sulla superficie lunare.

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L’equipaggio partirà con lo Space Launch System della Nasa e raggiungerà l’orbita terrestre bassa. Da lì saranno testate le manovre di rendezvous e attracco tra Orion e i moduli di atterraggio commerciali progettati per equipaggi umani. Si tratta di passaggi decisivi per consentire, nelle fasi successive del programma, il ritorno degli astronauti sulla Luna.

Nel corso della missione saranno provate anche le nuove tute spaziali realizzate da Axiom Space, con la partecipazione di Prada. Il programma Artemis coinvolge decine di Paesi: l’Esa fornisce il modulo di servizio che garantisce energia e propulsione alla navetta Orion, mentre l’Asi partecipa come fornitrice di un modulo pressurizzato per astronauti pensato per la superficie lunare.

Le parole di AstroLuca: «Sono onorato e grato»

Dopo l’annuncio, Parmitano è apparso visibilmente emozionato. «Mi scuso per essere così emozionato, sono onorato, ma sono soprattutto grato a tutti coloro che mi hanno permesso di arrivare a questo volo», ha detto l’astronauta dell’Esa.

AstroLuca ha legato il traguardo al percorso costruito tra Italia, Europa e Stati Uniti. «La mia base di lancio è stata il mio Paese, l’Italia, che mi ha dato l’istruzione necessaria per arrivare a questa missione», ha dichiarato. Poi ha aggiunto: «L’Esa è stata la torre di lancio, che mi ha permesso di costruire relazioni e di esprimere tutto il mio potenziale. La Nasa è stato il razzo, che ringrazio per avermi permesso di far parte di questo incredibile equipaggio». Nel suo intervento Parmitano ha ringraziato anche la famiglia, rivolgendosi in particolare alle figlie: «Siete l’energia per la mia anima». Il saluto finale è arrivato in italiano, con un semplice «grazie».

I test su Orion, SLS, Blue Origin e SpaceX

La preparazione tecnica della missione è già entrata in una fase avanzata. Quest’estate gli ingegneri collegheranno il modulo equipaggio Orion al modulo di servizio e integreranno il sistema di attracco della navicella. Proseguono, intanto, le verifiche sullo scudo termico, con controlli a ultrasuoni sui singoli blocchi installati nella struttura.

Anche il razzo SLS procede verso le prossime fasi di assemblaggio. I tecnici stanno integrando la sezione dei motori con il resto dello stadio centrale, in attesa dell’installazione dei quattro motori RS-25 prevista per l’estate. Al Kennedy Space Center sono già presenti tutti i segmenti del razzo a propellente solido, mentre continuano i lavori di ristrutturazione del lanciatore mobile. L’assemblaggio dovrebbe partire nello stesso periodo.

La Nasa sta inoltre lavorando alla progettazione e alla fabbricazione di un distanziatore che prenderà il posto dello stadio superiore di Artemis III. Parallelamente, Blue Origin sta sviluppando la versione lunare con equipaggio del lander Blue Moon, mentre SpaceX lavora alla versione lunare con equipaggio della Starship. Entrambi i sistemi sono prototipi destinati alla missione.

L’agenzia statunitense segue direttamente le attività dei due fornitori nelle fasi di progettazione, sviluppo, collaudo e valutazione, mettendo a disposizione l’esperienza accumulata nelle missioni precedenti. L’obiettivo è aumentare la frequenza dei voli, rafforzare la produzione e rendere più efficiente la catena di approvvigionamento del programma Artemis.

La sequenza

La sequenza prevista assegna a Blue Origin il primo movimento: il lander Blue Moon sarà lanciato in anticipo e resterà in orbita per diverse settimane, in attesa dell’arrivo dell’equipaggio a bordo di Orion, spinto nello spazio dal razzo SLS. Una volta completato il rendezvous, gli astronauti resteranno agganciati al lander per circa due giorni, svolgendo test e dimostrazioni tecnologiche, compreso l’ingresso nel modulo.

Terminata questa fase, Orion si separerà da Blue Moon e attenderà Starship. La navicella di SpaceX raggiungerà Orion, resterà agganciata per circa un giorno e poi si sgancerà per avviare il rientro. La missione si concluderà con l’ammaraggio nell’Oceano Pacifico, dove la Marina degli Stati Uniti e la Nasa si occuperanno del recupero degli astronauti.

La permanenza complessiva nello spazio dovrebbe durare circa due settimane. La durata definitiva, però, sarà stabilita durante la missione, in base al lancio, alle manovre di rendezvous e alle operazioni di attracco. Artemis III, costruita sul successo di Artemis II, servirà anche a preparare il percorso verso l’invio dei primi astronauti americani su Marte.

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