Il figlio dell’ex boss Luigi Giuliano replica al padre: «Non ho mai mentito»

Salvatore: «Attaccare la camorra non è attaccare mio padre»

«Attaccare la camorra non è attaccare mio padre». È il passaggio chiave della risposta con cui Salvatore Giuliano replica a Luigi Giuliano, oggi collaboratore di giustizia, e alla madre Carmela Marzano, che tramite una lettera diffusa oggi sono intervenuti per commentare e criticare duramente le interviste e i podcast in cui il figlio ha raccontato la sua famiglia. «Io non ho mai giudicato la sua scelta di collaborare con la giustizia, quello che ho sempre fatto, e continuo a fare, è denunciare il sistema camorristico e raccontare il dolore di essere cresciuto dentro quella cultura criminale».

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Salvatore ha spiegato all’Ansa che «attaccare la camorra non è attaccare mio padre è l’unico modo per onorare la verità e proteggere chi, come me, ne ha subito le conseguenze. Mio padre e mia madre hanno deciso di parlare solo oggi, ad un anno e mezzo di distanza dalla pubblicazione del podcast “La Tigre”, dove avevo già raccontato la mia vita. Per mesi hanno taciuto. Per mesi nessuna smentita, nessuna replica, nessun documento. Poi, improvvisamente, escono con accuse pesantissime, definendo “falsità” le mie parole». Da qui la sua contestazione: «se davvero avessero avuto prove della mia presunta menzogna, perché non hanno parlato subito? E perché quelle prove non le hanno mai mostrate?».

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Le prove mai mostrate

Nella stessa lettera, Salvatore Giuliano parla anche di «velate minacce» ricevute da tempo: «Mi si fa intendere che esisterebbero prove capaci di smentire le mie dichiarazioni ma quelle prove non sono mai state rese pubbliche. E, cosa ancora più grave, non hanno mai dato luogo ad alcuna iniziativa legale nei miei confronti. Questo atteggiamento è diffamatorio, insostenibile ed intollerabile».

«Oggi, e da sempre, io vivo con l’amore della mia vita, Luana» sottolinea e aggiunge: «Abbiamo costruito insieme una famiglia meravigliosa, lontano da tutte le dinamiche marce della camorra. Qui ho trovato la pace, la forza di raccontare la mia verità e il coraggio di non avere più paura. Proprio per questo, vi chiedo di capire che questi attacchi privi di fondamento e gravemente diffamatori non colpiscono solo me ma feriscono profondamente la mia famiglia: Luana, i miei figli, persone innocenti che non hanno mai chiesto nulla se non vivere in pace. Lo dichiaro davanti a tutti: non ho mai mentito. Mi sono limitato a raccontare, secondo verità, la mia vita, le difficoltà che ho dovuto affrontare, le vessazioni che ho subito e che tuttora subisco».

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Infine, Salvatore Giuliano ribadisce di non avere mai espresso giudizi personali: «ho solo denunciato la camorra e raccontato il mio dolore». E chiude: «se mio padre e mia madre hanno prove contro di me, le producano. Vadano in tribunale. Io sono qui, a testa alta, con la coscienza a posto e la mia famiglia al fianco».

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